ROMA, DILAGA IL FENOMENO SLOT MACHINES

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DI GRETA VARANI

Via Cassia, ore 13:00 di una comune giornata feriale, la sala allestita per l’utilizzo delle famose slot machines, situata nella piazzetta denominata da anni “Ex Dazio”, è stracolma di gente. Sì, perché l’oasi felice delle persone affette da ludopatia garantisce il via libero a ogni ora del giorno e della notte, coinvolgendo tutti gli strati della società. Avvocati, dottori, imprenditori, negozianti e commercianti trascorrono lì gran parte del loro tempo, sperperando, nella maggior parte dei casi, ingenti somme di denaro.

Un fenomeno ad alta diffusione che sta divorando la psiche di chi frequenta l’ambiente, stroncando ogni prospettiva di distaccamento da questo circolo vizioso. Alessandro, un uomo sulla cinquantina, ci racconta la sua esperienza: “Venivo qui frequentemente, all’inizio non sapevo neanche cosa fosse una slot, poi guardando ho imparato. Giocavo pochissimi soldi, finché il meccanismo è diventato più forte della voglia di fermarmi, volevo vincere ancora di più di quello che avevo inserito. Passavo giornate intere qui dentro, trascurando moglie e figli, quello che doveva essere soltanto un passatempo aveva preso il sopravvento. Ero un uomo in balia di me stesso. Ora ne sono uscito, ma continuo a sentire storie di persone che sono capaci di bruciarsi un intero stipendio in una frazione di secondo.”

Evidente come questo parco giochi virtuale vada ad intaccare la sfera personale del giocatore, traformandosi in una vera e propria patologia, che può comportare gravi conseguenze, come depressione, ansia, schizofrenia e tanti altri sintomi. Sebbene da un lato, le risorse economiche prelevate da questi apparecchi elettronici rientrino nel monopolio delle casse statali, dall’altro il “fenomeno slot-machine” rappresenta un pericolo che non deve essere sottovalutato, perché tutti coloro che si classificano malati di ludopatia necessitano di cure, che devono essere finanziate dallo stesso che ne ha approvato la predisposizione.

In fondo, la tutela dei cittadini, per chi tiene in mano le redini del Paese, è una regola che dovrebbe essere sempre all’ordine del giorno.