BASTA IPOCRISIE. GLI SBARCHI DEI CLANDESTINI SONO A RISCHIO EBOLA

 

DI FRANCESCO MARRAPODI

Per scongiurare il rischio contagio Ebola, urge una legge che imponga lo stop all’immigrazione clandestina proveniente dall’Africa.

Premetto che non sono razzista e che ho sempre avuto compassione per gli afflitti, per coloro che soffrono, che hanno bisogno o che sognano una vita migliore.

Umane considerazioni. Ma non saranno certo queste mie “umane considerazioni”, a farmi abbassare la guardia. Assolutamente no!

Perché sono un padre di famiglia. Con le preoccupazioni di un padre di famiglia. Tanto per capirci, sono un padre che vive nella convinzione che il male si annida dappertutto, e salta fuori proprio mentre meno te l’aspetti.

E siccome nella attualità abbiamo a che fare con disattenzioni che, in un modo o nell’altro, potrebbero rivelarsi fatali per l’attuale generazione, io dico: non ci sto! No! Non ci sto! E non m’importa se andrò a punzecchiare i politici: perché, quale cittadino della comunità europea, nessuno mi può togliere il diritto di manifestare il mio dissenso. Giacché, se oggi io sono in contrasto con alcune, lasciatemi chiamarle “sottovalutazioni” è per puro senso e dovere civico.

Né più né meno di quello che ogni onesto cittadino ha diritto, insomma.
Vi spiego di cosa si tratta. Le autorità, circa il problema “Ebola”, ci assicurano che qui in Italia non si corrono rischi, e che nessun problema di questo genere potrà mai turbare la quiete di ogni singolo cittadino, soprattutto perché siamo nelle mani di gente esperta.

È stato detto lo stesso in America. Sappiamo cosa è successo. Lo stesso successe per l’Aids e per migliaia di altri casi come questi. La verità è che nessuno di noi si può permettere di dormire tranquillo. Non possiamo farlo, perché, come abbiamo poco fa visto, la storia c’insegna che non possiamo e non dobbiamo mai abbassare la guardia. L’Ebola non è un problema da sottovalutare, ora non più, soprattutto perché è in Africa.

E se la situazione sfugge di mano, l’Italia con la sempre crescente storia degli sbarchi clandestini, potrebbe diventare il focolaio dell’Europa. Possiamo, dunque, alla luce di queste considerazioni, permetterci (come lo stesso ministro della sanità sostiene) di dormire sonni tranquilli?

E quali garanzie abbiamo che in uno di questi sbarchi non ci sia il nostro tanto scongiurato “Pacco sorpresa”? E se così fosse, che ne sarebbe poi di noi? Domanda legittima, che però andrebbe rivolta non tanto al ministro della sanità italiana se non ai responsabili dell’Unione Europea. Perché davvero non possiamo più permetterci di sottovalutare il problema.

A mio parere, bisogna intervenire adesso che si è ancora in tempo e non aspettare che si ripetano gli errori del passato! Potremmo pentircene amaramente un giorno.