I “PROFESSIONISTI DELL’ANTIMAFIA” ALLA CORTE DI CROCETTA

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DI FRANCESCA CAPRAROTTA

E’ di pochi giorni fa la nomina dell’ex eurodeputata Sonia Alfano, come commissario all’Ato rifiuti di Trapani. Beh, potrebbe essere una scelta normale: Crocetta si proclama spesso, in conferenza stampa e in parlamento regionale, come “un uomo dell’antimafia”. Eppure, nel gennaio 2013, egli aveva dichiarato: “Sonia Alfano? Per carità, con Nicolò Marino e Beppe Lumia c’è già abbastanza antimafia nella lista del Megafono”. Dopo un anno e mezzo, Crocetta la sceglie. Ma, non tutte le sue scelte sono andate bene. Lucia Borsellino – con in eredità un cognome grande e l’essere medico – fa l’assessore alla salute, senza problemi, dopo duri scontri con la zia Rita in campagna elettorale. A Nicolò Marino – magistrato a Caltanissetta – è toccato il settore dell’Energia, che è assai strategico per la nuova mafia, stile società per azioni con partecipate ovunque. Marino si è scontrato con la Confindustria di Montante, la cui svolta antiracket è tanto elogiata da Crocetta. Marino dichiarò: “Quella di Crocetta è un’antimafia di facciata, fasulla”. Il governatore siciliano allora, prese in considerazione Salvatore Calleri, come nuovo assessore all’Energia. Quest’ultimo non aveva alcuna competenza nel campo, ma era un professionista dell’antimafia: uno dei collaboratori di Caponnetto. E  veniamo ad Antonio Ingroia, che voleva entrare nella stanza dei bottoni. Fallita l’esperienza di Rivoluzione civile, Crocetta deve superare diverse peripezie per averlo in squadra. Infine, lo nomina commissario della Provincia di Trapani. Il governatore dice che così Ingroia potrà contribuire alle indagini su Matteo Messina Denaro. Ma commissariare una provincia in attesa dei nuovi consorzi, non è come fare il commissario di polizia. L’elenco dei professionisti antimafia alla corte di re Crocetta è ancora lungo. La questione è una sola: perchè scegliere le persone in base al canone dell’antimafia? Non basterebbe avere una competenza in materia e una fedina penale pulita? Questa non è antimafia? Crocetta si eleva spesso a paladino dell’antimafia, soprattutto rispetto ai due ex presidenti accusati di legami con la mafia, Cuffaro e Lombardo. Ecco, la Sicilia sta soffrendo molto in questo momento, con un buco di oltre 3 miliardi di euro: l’immobilismo politico di questo governo non giova certo alla situazione. Se poi a questo sommiamo la presunzione di essere sempre antimafia, non andiamo molto lontano. Falcone e Borsellino non avevano tale presunzione, eppure le loro idee camminano ancora con noi.