ACQUA AVVELENATA NELLA BASE USA DI NISCEMI

Francesca Caprarotta

DI FRANCESCA CAPRAROTTA

La base Usa di Niscemi, sede del Muos e delle 46 antenne della stazione di radiotelecomunicazione della marina, è di nuovo sotto il mirino. E’ sconcertante il rapporto confidenziale per il consumatore 2013, redatto dal Comando US Navy di Sigonella (da cui dipende quella di Niscemi): “Anche se nel 2013 l’acqua di rubinetto fornita presso l’installazione di Niscemi non ha rispettato i limiti imposti dall’Environmental Final Governing Standard (FGS) italiano, l’Autorità di Medicina Preventiva ha dichiarato l’acqua potabile”. Il limite fissato dalle normative italiane ed europee, per la protezione delle acque dall’inquinamento provocato dai nitrati, è di 10 mg/l. A Niscemi, la media annuale del 2013 è stata di 6 mg/l, ma in alcuni periodi, i valori hanno superato gli 11 mg/l.

Per il Dipartimento di US Navy, è tutto sotto controllo: si imputano tali valori all’inquinamento delle falde acquifere, causato da dispersione di fertilizzanti e acque reflue. A destare l’attenzione degli ambientalisti e della cittadinanza, sono gli effetti su donne incinte e bambini di età inferiore ai 6 anni: di fatti, l’US Navy dice che “alti livelli di nitrati possono provocare la sindrome blu degli infanti” e consiglia alle donne incinte di trovare una fonte alternativa di acqua potabile. Ma, diversi studi confermano, che ingerire alte concentrazioni di nitrati è dannoso per la salute di tutti gli umani. I nitriti possono legarsi all’emoglobina e ostacolare l’ossigenazione. Combinandosi con altre sostanze, essi possono produrre agenti cancerogeni, come dice l’Organizzazione Mondiale della Sanità. In particolare, l’uso prolungato nell’alimentazione porta ad un maggiore rischio di cancro allo stomaco e all’esofago. Inoltre, ne risente anche l’ambiente, ove nascono fenomeni di eutrofizzazione dei corsi d’acqua, con squilibri dell’ecosistema. L’acqua di Niscemi sarebbe contaminata anche da valori massimi di cloro, trialometani e bromato.

L’europarlamentare Ignazio Corrao ha presentato un’interrogazione, dichirando: “Un comunicato ufficiale della base di Sigonella nel 2012 ordinava al personale militare di non bere più dai rubinetti per la presenza nell’acqua di inaccettabili livelli di bromato”. La Commissione ha disposto la richiesta di chiarimenti a riguardo alle autorità italiane.