LA RETORICA DELLA PALOMBELLI SULLA GUERRA

Marco Sisi

DI MARCO SISI

Mediaset è sempre più una tv da repubblica delle banane. Ragazze seminude, applausi a non finire e retorica patriottarda a vagonate. Oggi la puntata di Forum (sì, il “tribunale per burletta” ora condotto da Barbara Palombelli Rutelli) si è aperta con l’Inno di Mameli e con un incomprensibile pistolotto della conduttrice che ha parlato della prima guerra mondiale come di un’avventura vissuta da migliaia di giovani amanti della Patria. Ora, quanto accaduto fra il 24 maggio 1915 e il 4 novembre 1918, merita di essere studiato nei libri di storia soprattutto perché non dovrebbe ripetersi più. Il sacrificio di centinaia di migliaia di giovani vite sulle Alpi, nelle trincee e nelle pianure attorno ai confini con quello che allora si chiamava Impero Austro-Ungarico deve essere ricordato con dolore e rispetto. Non fu un’avventura, cara Barbara, fu una tragedia. Sono appena tornato da Berlino, ci siamo andati in macchina, io e la mia compagna, e attraversare il valico del Brennero, dove c’è ancora, lì nei pressi, più di una traccia delle vecchie fortificazioni, con in tasca gli euro che potevamo spendere in Austria e in Germania per rifornirci, mangiare, dormire, fare shopping, mi ha fatto pensare al valore della pace, all’importanza di poter vivere in un continente che è una comunità di nazioni. Altro che “avventura”, quasi come si fosse trattato di un campeggio di boy scout. Barbara, immagino (ero in un’altra stanza e ho drizzato le orecchie ascoltando dalla tv accesa, perché mia madre è una tua fedele telespettatrice, inno nazionale e apertura del programma) che tu abbia parlato “a braccio”, per cui, rispettosamente e umilmente, ti chiedo, se hai un po’ di tempo, di riascoltarti la registrazione… Per il prossimo 4 novembre 2015, forse, sarà il caso che tu scriva e rilegga il discorsino da fare, questi sono argomenti da trattare con un minimo d’attenzione. Dammi retta, per favore. Buon lavoro.