SE SCAPPI A CENTRAL PARK TI SPOSO

DI CINZIA GUBBINI

Tirate a indovinare: quanto costa sposarsi a Central Park, nel cuore di New York, con affitto della “location”, un wedding coordinator, l’officiante in italiano, fotografo professionale a disposizione per un’ora, documentazione legale, trasferimenti dall’hotel al comune di  New York per l’ottenimento della licenza niente meno che in limousine e il cd con tutte le foto in alta risoluzione spedito a casa?

Risposta: 2.500 euro. E siamo solo al pacchetto “basic”. Un bel risparmio considerati i prezzi medi del “mercato del matrimonio” in Italia, se non per documenti e location comunale che sono (quasi) gratuiti, sicuramente per  le professionalità di contorno.

Le agenzie di viaggi, ormai, si fanno pubblicità sulle nuove offerte per sposarsi all’estero. E va da sé che la tendenza non è dovuta ai matrimoni “classici” – anzi – si potrebbe dire quelli “legali” vista la polemica che accompagna l’argomento in Italia.

Chi sta aprendo un nuovo mercato sono gli omosessuali, che non potendo sposarsi in Italia, perché la legge ancora non concede alcun riconoscimento alle coppie dello stesso sesso, è costretta a sposarsi all’estero.

Quindi si vola a Madrid, Portogallo, Belgio, Olanda, Norvegia, Svezia e Islanda. Ma spesso, ad eccezione del Portogallo, serve la residenza di almeno uno dei due coniugi. Oppure si può optare per lecivil partenership, praticamente identiche a un matrimonio, di Inghilterra, Irlanda e in Scozia, ma anche in questo caso se non si ha la residenza bisogna scegliere la Scozia.

Non nello Stato di New York dove basta solo chiedere la licenza.

Siccome però ogni bega burocratica, anche negli Usa, ha i suoi potenziali problemi, ecco che le agenzie di viaggio si stanno posizionando sul nuovo mercato. E nascono i “pacchetti matrimonioall’estero.

Ti risolvono tutto. Devi solo pensare a comprare il biglietto e andarti a sposare. Il “pacchetto basic” per New York è un’offerta di CartOrange. Che in un comunicato stampa spiega come stia aumentando la richiesta di sposarsi all’estero. Certamente da parte delle coppie omosessuali, ma anche da parte delle coppie eterosessuali.

Ed ecco il racconto di Paolo e Roberto, coppia di Parma, che si sono sposati il 18 settembre a New York, a Central Park: «La mattina del matrimonio una macchina ci è venuta a prendere in albergo per accompagnarci in Municipio per il disbrigo delle pratiche – racconta Paolo – Sono davvero organizzatissimi: noi eravamo la coppia numero 46 ed erano appena le 9.40. La cerimonia vera e propria si è svolta a Central Park con un officiante che parlava italiano e tutti sono stati molto attenti e delicati. Abbiamo avuto il fotografo a disposizione per un’ora e, dopo una settimana, abbiamo ricevuto a casa il dvd con le foto. Prima del matrimonio, in Italia avevamo organizzato una festa di addio al celibato in Italia con amici e parenti. Come regalo abbiamo scelto una lista viaggi: non sappiamo ancora dove andremo, ma di certo sappiamo chi lo organizzerà».

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