A ROMA C’ERA L’ALBERONE

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DI FLAVIA PERINA

La caduta causa pioggia dell’Alberone. Testo: All’Alberone ci stava l’ufficio di collocamento centrale, che però a Roma nessuno chiamava così. Si diceva semplicemente: “Devo andare all’Alberone”. Ti davano il libretto di lavoro, all’Alberone. Quando avevi il libretto di lavoro, ti segnavi alla lista dei disoccupati: sempre all’Alberone. Se qualcuno ti voleva assumere, ti chiedeva il libretto di lavoro, e poi dovevi tornare all’Alberone e fartelo timbrare, così uscivi dalla lista dei disoccupati ed entravi in quella dei lavoratori. Io ci sono andata appena ho compiuto 18 anni. Nella casella “qualifica” ci ho fatto scrivere “Bracciante agricolo”, perché era il lavoro che pensavo di fare. Lo feci, e mi versarono pure i contributi all’Inps, che era (misteriosamente, per me) collegato all’Alberone. Ora il lavoro non c’è più, c’è il Job, e giustamente l’Alberone ha levato il disturbo, che ostruiva mezza via Appia con il suo troncone, e nessuno aveva avuto il coraggio di tagliarlo perché, appunto, a Roma l’Alberone significava qualcosa.

 

 

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