UN GIOCO PER IMPARARE L’IMPORTANZA DI STARE INSIEME

DI CINZIA GUBBINI

C’è un nuovo videogioco: è una iniziativa educativa quindi non si sa quanto successo avrà tra i ragazzini. Però se avete un figlio fateglielo provare, fosse mai che si appassioni alla quotidiana gimcana che si chiamaessere un immigrato in Italia”.

Se qualcuno pensa che si tratti del solito buonismo, provi almeno a fare una partita a giocaneimieipanni.it, un  gioco che è una iniziativa dell’Unar, l’Ufficio nazionale contro le discriminazioni.

Come funziona: puoi provare a essere un ragazzo di 25 anni nigeriano, un ragazzo cinese di 19, una donna di religione musulmana o una ragazza rumena di 25. Si tratta di 4 personaggi molto diversi tra loro, ognuno con problemi che potrebbero non capitare mai a un altro, fatta eccezione per quella generale forma di discriminazione che è il razzismo. Contro il razzismo combattono tutti e quattro, ma può avere varie forme, e a volte è difficile riconoscerlo dietro le richieste di un ufficiale pubblico o di una compagnia di assicurazione.

Il gioco consiste nel fare una scelta di fronte a una situazione che ti viene proposta. Devi cercare di non arrivare mai sia con i soldi (ogni personaggio ha un suo portafogli) sia con i “punti felicità”. All’inizio può sembrare un gioco dove si perde sempre e comunque, quindi poco appassionante. Un po’ è vero, ma in realtà si può anche vincere.

Io per esempio ho resistito moltissimo nei panni di Fatima, musulmana con due figli. Ho gestito discretamente il mio budget, solo che mi sono fatta un fegato così e i punti felicità a un certo punto sono finiti: ora provate voi.

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