RIORGANIZZAZIONE DEI NIDI COMUNALI AD AOSTA

DI CINZIA GUBBINI

Mentre a Roma le educatrici che garantiscono le supplenze “a chiamata” sono in sciopero contro l’assenza di qualsiasi ipotesi di stabilizzazione e il rischio esuberi, in Valle D’Aosta la Regione lavora alacremente su la “riorganizzazione” dei nidi comunali.

Aosta e Roma non sono vicine, ma certe “tendenze” fanno presto a fare scuola.

La Regione mira a risparmiare 700 mila euro, e per questo ha messo a lavoro la V Commissione consiliare che ha presentato una delibera di 31 pagine.

Ecco le novità e dove si trova il “risparmio”: cambia prima di tutto il rapporto numerico tra bambini e maestre. Se oggi a livello nazionale è di 1 a 6, la Regione autonoma sta studiando un rapporto numerico in base all’età dei bambini. 1 a 5 per la fascia d’età 6-9 mesi; 1 a 6 per quella 10-24 mesi e 1-8 per la fascia 25-36 mesi.

Ci sono anche dei cambiamenti che potrebbero migliorare il servizio per i cittadini: porte aperte anche ai bambini di 6 mesi, mentre adesso in Valle D’Aosta non possono entrare fino a 9. Cambia anche l’orario, che adesso è dalle 7,30 alle 18, 30 e in futuro diventerà di 10 ore, da flessibilizzare in base alle richieste dell’utenza.

Di contro se oggi i giorni di vacanza sono 10 in totale, diventeranno 15 nel 2015, quando la Giunta vorrebbe introdurre la riorganizzazione.

Che però è già fortemente contestata da sindacati e Pd che parlano di “un ennesimo taglio ai servizi sociali”.

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