ALLA RICERCA DEL NATALE PERDUTO

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DI MONICA BIANCHETTI

Sinceramente più il tempo passa e più il Natale mi irrita perché del Natale, quello vero, è rimasto veramente poco.
Da più di un mese torroni, panettoni e pandoro ci guardano sornioni dagli scaffali dei supermercati. Sono talmente stufa di trovameli davanti che ho deciso: quest’anno a Natale mi mangerò un gelato, tanto ormai anche le stagioni sono impazzite!
Fra pochi giorni, inguardabili Babbi Natale ricompariranno penzolanti da balconi e terrazze, sporchi di smog dallo scorso anno e la corsa ai regali dell’ultimo minuto riempirà i negozi di gente nervosa e infastidita che cerca cose inutili che per un attimo, solo per un attimo, faranno felice qualcuno, ma poi finiranno stipate in un armadio già pieno.
Una volta era la festa dei fedeli che riempivano le chiese per adorare il bambinello tornato a salvarci, ora si riempiono i centri commerciali dove commesse sottopagate vendono il loro sorriso sfinito dentro a un contratto a termine che dura dalla vigilia a santo Stefano.
Ma credete sia facile lavorare otto ore tra la confusione, il luccichio degli addobbi natalizi, la musichetta di Jingle Bells che risuona imperterrita dalle casse tanto che ti viene la voglia di prendere il primo bambino che ti capita e supplicarlo di urlare un po’, così almeno non la si sente più per qualche minuto?
Caro Babbo Natale, se fossi in te libererei finalmente le renne, così gli animalisti non avrebbero più nulla da recriminare, salterei sul primo treno per una località non ben definita e in incognito passerei il natale tra la gente, la gente semplice, quella vera che spesso non può festeggiarlo il Natale perché non ha davvero nulla da festeggiare.
Sì, caro Babbo Natale, dovresti intrufolarti nelle vite delle persone, alla ricerca del Natale perduto.
Riappropriamoci del Natale lieve, quando bastava una cioccolata calda per fare Natale, la messa di mezzanotte, un abbraccio sincero, un piccolo regalo, a volte l’unico, da scartare la notte della vigilia, e la neve che cadendo faceva sembrare il mondo tanto piccolo, ma tanto pulito.
Mala tempora currunt… ma anche quest’anno lui arriverà, ostinato a ricordarci che forse, almeno una volta all’anno potremmo fermarci un momento e guardare anziché vedere, ascoltare anziché sentire e nel silenzio, riscoprire l’essenza del Natale.

(da TVIWEB VIcenza on line television)

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