MERKEL, INGERENZE INGIUSTIFICATE NELLE RIFORME ITALIANE E FRANCESI

1911662_778365372191905_79149369_n

DI FABIO BALDASSARRI

La Merkel non ha nessun ruolo istituzionale e formale di leadership nell’Unione Europea. Tali ruoli sono stati conferiti dal Parlamento neo-eletto al Presidente della Commissione Junker, al Presidente dello stesso Parlamento Schultz e a Renzi che, in virtù dei trattati, è l’attuale Presidente del Consiglio dei Ministri.
Dunque la Merkel, intervenendo su questioni che riguardano le scelte che appartengono ancora alla sovranità delle istituzioni italiane e francesi e alla qualità dei loro governi, oltre a travalicare i compiti che le sono propri di cancelliere della Germania, potrebbe aver introdotto elementi di turbativa sui mercati internazionali e nelle relazioni intergovernative ed avere anche violato le regole più elementari della diplomazia.


Attenzione. Interventi a gamba tesa come questi, li faceva Berlusconi con inusuale imperizia (persino con frizzi e lazzi). Ma se vengono fatti dalla Merkel, nota per la sua serietà, può darsi che gatta ci covi. Non si tratta di essere sostenitori di Renzi o di Hollande ma, insieme a loro, dovremo pur domandarci se la luna di miele post crollo del muro di Berlino (quando la Germania entrò in crisi perché con un tratto di penna Kohl cancellò la differenza di valore fra il marco della RFT e quello della DDR) non sia stata ripagata (anche) con certi valori dissennati attribuiti all’euro post trattato di Maastricht, alla politica di rigore che ne seguì e, adesso, a cose fatte, non sia proprio la Germania a non sapere quali pesci pigliare.


Si potrebbero verificare curiose alleanze, se fosse così, fra europeisti e antieuropeisti. Ma dietro al cerone si tratterebbe sempre di alleanze colorate di nazionalismo e di destra. Non sarebbe la prima volta e chi conosce la storia del secolo scorso farebbe bene a ricordarselo.