ALESSANDRO DI BATTISTA, L’ONESTÀ CHE FA PAURA

DI MONICA BIANCHETTI

Alessandro Di Battista: classe 1978, politico italiano del Movimento 5 stelle, nato a Roma, diplomato al Liceo scientifico, laureato…  però in realtà non è mia intenzione scrivere la biografia di ‘Diba’,  anche se è interessante capire chi sia, quali siano le sue esperienze, visto che si è occupato di microcredito e istruzione in Congo, diritto all’alimentazione per conto dell’Unesco, ha collaborato col Consiglio italiano per i rifugiati, la Caritas e Amka onlus, un’organizzazione non governativa dedita alla realizzazione di progetti di sviluppo per i paesi australi e ha girato tutto il Sud America.

Non mi pare tuttavia che queste attività abbiano fatto di lui uno “ricco e potente” e se qualcuno non ci crede, visto che  qualche scettico di certo ci sarà, può andare a controllare on-line, poiché lui stesso ha dato il consenso per la pubblicazione della propria dichiarazione patrimoniale oltre a essersi ridotto lo stipendio da parlamentare.

Ha voglia di fare, di cambiare, di lottare Alessandro Di Battista e quello che colpisce di questo giovane uomo non è solo l’aspetto gradevole e telegenico, il parlare pacato ma efficace, o il fatto che adesso rivesta un ruolo “importante”. Quello che colpisce è il suo sguardo, la trasparenza e l’onestà che si riesce a leggervi dentro perché, detta da lui, “onestà” non è solo una parola, ma una certezza.

Possiamo guardarlo dritto negli occhi quando parla, lui non sta inventando o mentendo. Possiamo ascoltarlo perché non usa termini incomprensibili o giri di parole.

Stiamo riscoprendo termini oramai dimenticati come: coerenza, lealtà, giustizia,  responsabilità, condivisione. Sono aggettivi talmente abusati che hanno perso il loro vero significato; siamo assuefatti da tante parole e pochissimi fatti e finalmente risentirli non pronunciati dai soliti parlamentari inattendibili, sentinelle dell’oblio che vogliono appiattirci, annullarci, ci crea sconcerto e ammirazione.

Perché Di Battista spaventa? Perché si ha così tanta paura di quest’uomo? Perché viene spesso screditato e le sue parole travisate e ingigantite?

Accusato di voler fare addirittura il “terrorista” solo per aver accennato a un dialogo e a un confronto. Contestato per aver menzionato il Papa asserendo che entrambi avevano fatto le stesse affermazioni. E che c’è di male? Il Papa parla di questo: dialogo, giustizia, moralità, legalità, incorruttibilità e allora? Un politico e un Papa che dicono le stesse cose… forse è questo a fare scalpore?

Alessandro Di Battista non sta seduto in Parlamento, dove non si legifera più perché il governo è sordo, con la sua bella cravatta e la boria del politico arrivato. Lui sta in Parlamento per rappresentare NOI, i cittadini, il popolo che è stremato dalla crisi e dall’ingiustizia. La gente non vuole più andare a votare perché, come lui stesso asserisce: “Il Parlamento è un palazzo privo di senso. Dove stiamo 16 ore al giorno quando le decisioni importanti le prendono a Bruxelles, ad Arcore, in qualche paradiso fiscale o a Corleone. Il Parlamento è come la ruota del criceto…”

Ci vuole coraggio, tanto coraggio e coraggio significa non essere indifferenti. Significa mettersi dalla parte di chi subisce, di chi è ultimo, non farsi corrompere, non vendersi al miglior offerente.

Non sono mai stata un’appassionata di politica, l’ho sempre vista come un bruscolino nell’occhio, come un qualcosa di remoto e nebuloso, da starci lontani. Ma da quando sono arrivati certi volti, sinceri, e certe idee, giuste, sono tornata a credere che la speranza forse non è morta del tutto.

Grillo urla? Che urli pure se le cose che urla sono giuste. Il Movimento 5 stelle ha dei dissidi interni? E quale partito non li ha e per motivi anche più inutili? Ogni singola virgola viene contestata al Movimento 5 stelle mentre per gli altri tutto è lecito, come andare a una cena con personaggi alquanto discutibili. Il popolo ormai vive in una sorta di sudditanza incapace di tornare a pensare con la propria testa.

Con tutto il marciume che ci circonda non soffermiamoci sulle piccolezze e non condanniamo chi l’Italia la vuole ricostruire, assolvendo e giustificando invece chi l’Italia l’ha ridotta in macerie.

Non si può tacere a lungo. Non si può fingere a lungo.

Alessandro Di Battista combatte, Davide contro Golia, combatte anche solo per prendere la parola alla Camera, lotta contro coloro che hanno paura delle idee, che non vogliono perdere i privilegi a spese di un popolo che si sta impoverendo mentre la casta si arricchisce sempre di più rimanendo impunita.

Io sono fiera che adesso in Parlamento ci siano persone come Alessandro Di Battista, che possono camminare a testa alta, che possono dire di rappresentare i lavoratori onesti, gli italiani veri, quelli che sia alzano tutti i giorni per mantenere famiglia e dignità.

Non è vero che i ragazzi del Movimento si oppongono a tutto, ma solo alle nefandezze e allora ben venga il c-ostruzionismo dei 5 stelle se serve a vincere la menzogna, perché i politici mentono, mentono su tutto. Lo fanno con un’arroganza e una faccia tosta stomachevoli.

Alessandro Di Battista non mollerà tanto facilmente, soprattutto se la gente lo sosterrà come ha fatto fino ad ora. Un politico che può ancora permettersi di uscire senza scorta, di andare tra la gente senza paura di essere aggredito o insultato è cosa rara in questo nostro povero paese.

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L’unico modo per affrontare un mondo privo di libertà è diventare talmente liberi che la nostra stessa esistenza rappresenti un atto di ribellione”.

(Albert Camus)