CLAUDIO FAVA RICORDA IL PADRE A CATANIA, RIMASTA LA STESSA DI 30 ANNI FA

Francesca Caprarotta

DI FRANCESCA CAPRACOTTA

«Credo che Catania sia l’unica città in Italia in cui per declinare la mappa del potere criminale bisogna utilizzare le stesse categorie e gli stessi cognomi di 30 anni fa» dichiara Claudio Fava – deputato e  vicepresidente della commissione parlamentare antimafia – durante la cerimonia di commemorazione del padre.

Oggi, infatti ricorreva il trentunesimo anniversario dalla morte del giornalista e scrittore catanese, morto nella lotta alla mafia. «Se vai a Palermo non devi usare i nomi di Inzerillo, Bontade, Badalamenti, Greco o Salvo – continua Fava figlio – se vieni a Catania devi dire Santapaola, Ercolano esattamente come 30 anni fa. Ed esattamente come 30 anni fa c’è ancora in parte qualche spiffero di impunità perché altrimenti non si capirebbe come gli ‘Ercolano’ continuino a essere così presenti sul mercato con parenti incensurati, ma certamente parte organica delle dinamiche familiari».

La lapide, che si trova ove fu commesso il mafioso assassinio, è ora luogo di ricordo, dolore e confronto. Ma anche merito a quei giornalisti che, come Pippo Fava, continuano il loro cammino, senza cedere alle intimidazioni. Lirio Abbate de «L’Espresso» è stato premiato col premio intestato a Fava, mentre una menzione è andata a Ismaele La Vardera di «BlogSicilia».

La Fondazione Fava e il Coordinamento Fava Palazzolo (da Palazzolo Acreide, luogo di nascita di Pippo Fava) ogni anno organizza la commemorazione per dimostrare che esiste differenza tra mafia e civiltà, così come voleva e scriveva Pippo, attraverso il giornalismo. «Un giornalismo fatto di verità – dichiarò quest’ultimo nel 1981 – impedisce molte corruzioni, frena la violenza della criminalità, accelera le opere pubbliche indispensabili, pretende il funzionamento dei servizi sociali, tiene continuamente allerta le forze dell’ordine, sollecita la costante attenzione della giustizia, impone ai politici il buon governo».

Presente anche la presidente della commissione Antimafia Rosy Bindi.

31° anniversario della morte di Pippo Fava. ‘A Catania è rimasto tutto come 30 anni fa’ dice il figlio