JE SUIS CHARLIE: DA CATTOLICO DIFENDO LA LIBERTA’ DI PENSIERO

Foto Alex

DI ALESSANDRO TROYA

Ho notato su Facebook gruppi cattolici che, pur condannando l’accaduto, hanno preso le distanze da Charlie Hebdo con il contro-hashtag Io Non Sono Charlie.

Da cattolico, invece, Je Suis Charlie  e vi spiego perché.

Viviamo in una parte del mondo che nei secoli ha raggiunto una libertà di pensiero tale da non renderci nemmeno conto di quanto siamo fortunati, di quanto questa libertà manchi ancora in altre parti del pianeta e di quanta sofferenza abbia comportato la sua conquista in un tempo che conosciamo solo per i libri di storia e qualche documentario.

È vero, da cattolico non rido della vignetta sulla Trinità, però, da uomo libero, nel momento in cui non stai compiendo azioni ma solo manifestando un tuo pensiero, non posso condannarti per quello che dici. Per di più se te la prendi in egual misura con tutte le grandi religioni del mondo.

Mi sento offeso dalle vignette di Charlie? No, perchè fatte da chi non crede e non può apprezzare ciò in cui crediamo noi. Abbiamo la stessa libertà di controbattere: lo possiamo fare quando meglio crediamo, ma spesso preferiamo tacere. Nel momento in cui, però, tre barboni prendono un mitra e seccano 12 persone solo perchè gli stanno sui coglioni, non posso non essere dalla parte di quelle persone, anche se non ne condivido il pensiero.

Non solo perché la vita umana è prima di tutto, ma perché questo gesto è un attentato, prima che alla libertà di stampa, alla libertà che ognuno di noi ha di dire ciò che pensa.