I RAGAZZI DAI BRACCIALETTI ROSSI CONQUISTANO IL PUBBLICO

DI MONICA BIANCHETTI

“Se credi nei sogni, i sogni si creeranno” è il motto di Albert Espinosa.

A 13 anni gli era stato diagnosticato un osteosarcoma a causa del quale gli amputarono una gamba. Le metastasi, diffuse nel corpo, hanno reso necessaria anche l’asportazione di un polmone all’età di 16 anni e di parte del fegato a 18 anni. Ha passato 10 anni entrando e uscendo dagli ospedali, esperienza da cui ha tratto ispirazione per la sua produzione teatrale, letteraria e cinematografica. Proprio dal suo libro è stata messa in onda la serie catalana “Polseres vermelles” che poi ha ispirato la serie in Italia di Braccialetti Rossi, scritta da Sandro Petraglia e prodotta da Carlo degli Esposti, un grande successo di pubblico per la RAI. Tra l’altro i diritti per gli Stati Uniti sono stati acquistati da Steven Spielberg, l’adattamento per la Abc sarà curato da Marta Kauffman, autrice di Friends.

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La malattia non deve emarginare. Ovvio che fa paura, ma bisogna parlarne, sconfiggerla non nasconderla.

“La società nasconde la malattia, dobbiamo essere perfetti, vincenti” racconta il regista “la nostra è una storia di amicizia e speranza che vede protagonisti bambini malati. Non è ricattatoria, è ricattatorio porre dei tabù. È una favola con sei ragazzi uniti nella stessa battaglia, guarire. Perché la vita è più forte di tutto: i genitori hanno paura delle parole, i ragazzi chiamano le cose col loro nome. I braccialetti che indossano sono il loro segno distintivo”.

E il pubblico ha gradito. C’è tutto: comicità, voglia di vivere, dolore, amicizia, spensieratezza, dramma, i primi amori, i difficili rapporti con i genitori e i sei attori protagonisti piacciono perché sono ragazzi veri: Carmine Bruschini è Leo, “il leader”; Brando Pacitto è Vale il “vice leader”; Aurora Ruffino (già attrice in Bianca come il latte, rossa come il sangue) è Cristina, “la ragazza”; Pio Luigi Piscicelli è Toni “il furbo”; Mirko Trovato è Davide “il bello” e Lorenzo Guidi, 11 anni, interpreta Rocco “l’imprescindibile”.

Insomma una serie televisiva che ha preso il cuore di tutti ed è diventata un fenomeno tra i giovani e nei social.

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Il produttore Piero degli Esposti afferma:

“si impone come fenomeno mediatico, a cominciare dall’abbassamento dell’età media degli spettatori: il 40% è under 24 anni e tenendo conto che la media degli spettatori di rai uno è over 60 – osserva il produttore – è evidente che esiste la possibilità di svecchiare la platea delle reti generaliste…basta realizzare prodotti mirati”.

La seconda serie, per la gioia dei fans, dovrebbe essere messa in onda a breve.

Allora: WATANKA… a tutti. Il grido di coraggio per il lungo viaggio che è la vita. Ancora una volta la speranza, l’amicizia e la solidarietà hanno vinto.

Che sia perché tutti quanti ne abbiamo davvero tanto, ma tanto bisogno?

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