JE SUIS CHARLIE, SE LO DITE È UN IMPEGNO PER TUTTA LA VITA

DI ITALO CUCCI

Vedo la grande marcia di Parigi e tutti quei cartelli e tazebao con la scritta JE SUIS CHARLIE. È molto bello. Ma vorrei che tutti quelli che in queste ore spendono quelle tre parole sapessero quel che dicono: stanno prendendo un impegno fatale non per la durata della marcia ma per la vita. Promettono di essere leali e cialtroni, corretti e spudorati, faziosi e libertari. Sempre. Vedrete: le animucce tenere molleranno. In prima fila la classe politica più debole del dopoguerra. Poi i giornalisti più fragili ( vi piace l’eufemismo?) di tutti i tempi: esistono testimonianze che ve ne furono di più coraggiosi anche ai tempi di Mussolini, che peraltro era un giornalista. Erano altri tempi ma Longanesi e Maccari vivevano di ironia e sarcasmo.. Facevano satira. Combattendo. Come combattevano quelli di Candido (Guareschi in galera) e del Travaso (chiusi e richiusi). Sapete cosa successe quando fecero morire “Il Male”? Abbandonati da tutti Vincino e compagni vennero a San Lazzaro a chiedere aiuto al mio Guerin Sportivo che li “ospitò” per qualche tempo. Fu allora che il mitico Giuliano restò con noi. Passai qualche guaio con l’editore ma non mollai. E quando mi riprendeva gli portavo una copia di Harakiri per mostrargli un giornale senza limiti . Mo’ ien di’ matt – mi diceva Conti. Ma poi rideva. Oui, JE sui CHARLIE.

 

charlie