ELEZIONI IN GRECIA: YANNIS VAROUFAKIS, LA SCOMMESSA DI SYRIZA

Antonio Giampieri

DI ANTONIO GIAMPIERI

Yannis Varoufakis è un cinquantatreenne con la faccia da attore, che entro pochi giorni potrebbe diventare il nuovo Ministro dell’Economia greco. È lui l’uomo a cui Alexis Tsipras, in caso di vittoria di Syriza alle elezioni del prossimo 25 gennaio, affiderà la missione impossibile: mettersi al tavolo con la Troika e giocarsi la partita del secolo. Grecia contro tutti, o quanto meno, contro l’Europa dei forti. Sugli spalti, spettatori molto interessati: italiani, spagnoli e francesi. Varoufakis scoprirà le sue carte, sulla prima c’è scritto: rinegoziazione del debito pubblico. Irricevibile, penseranno Merkel e i suoi compagni di gioco. Non si può, è contro le regole, diranno. Sul piatto ballano 330 miliardi di euro, pari al 175% del Pil greco. Noi italiani, non si sa come, abbiamo prestato ai greci una ventina di miliardi. Tanto per dire che le fiches su quel tavolo sono anche nostre.

Lasciamo per un attimo la partita, visto che oggi nessuno sa come andrà a finire. Torniamo a Varoufakis.

Intervistato recentemente, ha definito il trattamento che l’Europa ha riservato negli ultimi anni alla Grecia, un “fiscal waterboarding”. Per chi non lo sapesse, il waterboarding è una tecnica di tortura che consiste nel versare sulla faccia della vittima, che è legata su un piano inclinato a testa in giù, getti d’acqua continui. Una forma di annegamento controllato. Chi la subisce pensa di morire, fino a quando il getto si interrompe e lui può respirare. Ma poi, il getto riprende. Il paragone con quanto avvenuto alla maggior parte della popolazione greca , in questi ultimi anni, secondo Varoufakis, ci sta tutto. Ha detto testualmente : “L’Europa ha portato la Grecia a uno stato di asfissia. Le si è concesso di prendere qualche boccata d’aria e poi la si è spinta nuovamente in acqua, per asfissiarla di nuovo”. Un’immagine forte, ma che rende l’idea.

Le richieste che farà Tsipras alla Troika, in caso di una sua vittoria netta alle elezioni, potrebbero non essere quindi un bluff, come molti pensano.

Gli elettori greci credono, a torto o a ragione, che peggio di così non potranno finire. Hanno già pagato troppo e non vogliono continuare a farlo all’infinito. Perciò, qualsiasi salto nel buio sarà, per loro sempre meglio che continuare a morire di una lenta asfissia. Uscire dall’euro? Perché no? Con tutte le conseguenze, per molti nefaste, che il passaggio alla “nuova dracma” comporterebbe.

Quando un avversario non ha nulla da perdere, rischia di vincere. E’ una regola dello sport, che Merkel e soci dovrebbero prendere in seria considerazione. Dalle elezioni del 25 gennaio potrebbe venir fuori un virus greco, in grado di contagiare paesi vicini , geograficamente ed economicamente. Tutto sta a vedere se il virus sarà letale o funzionerà, invece, come antidoto.