IACOPINO, MA PENSI ALL’ORDINE DEI GIORNALISTI VA’

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DI AMEDEO RICUCCI

Il Presidente dell’Ordine dei Giornalisti, Enzo Iacopino , in preda a non so quale droga, si è lanciato oggi in un’allarmante  dissertazione sul rapimento di Greta Ramelli & Vanessa Marzullo di cui francamente non si sentiva il bisogno e che finisce solo per alimentare la macchina del fango che certa stampa sta lanciando contro le due ragazze. Questo il link:
https://www.facebook.com/E.Iacopino?pnref=story
In sostanza Iacopino ci fa sapere che a suo avviso – e se lo dice lui, che di sequestri in zone di guerre se ne intende… – : 1) è abbastanza strano che i rapitori di Greta & Vanesse se ne stessero tutto il tempo a viso coperto dai passamontagna: 2) che le due ragazze fossero bendate in tutti gli spostamenti; e 3) che almeno una “sbirciatina” dev’esserci stata per forza stata fra rapite e rapitori. In realtà, il dubbio vero di Iacopino, in sintonia con la stampa più becera, è che le due ragazze vogliano proteggere i loro rapitori (in omaggio forse alla Sindrome di Stoccolma). Vorrei tranquillizzare il Presidente del mio Ordine: 1) a casa mi sono portato – unico souvenir del mio sequestro – la benda con cui sono stato tenuto prigioniero assieme ai miei compagni di sventura. Se vuole, gliela regalo, 2)Anch’io non ho mai visto il capo dei miei sequestratori né i suoi collaboratori più importanti. Detto questo, consiglio al Presidente Iacopino di occuparsi del pessimo stato in cui versa il nostro Ordine e di non avventurarsi – tanto per parlare – in territori che non ha mai frequentato. Della carica che si ha, non bisogna mai abusare.

Solo una postilla a quanto scritto prima, significativa dei DANNI che certa stampa può fare:
Ieri sul FATTO e oggi su diversi giornali – a cominciare da quei bei tomi de IL GIORNALE – sono stati pubblicati nomi e cognomi dei contatti italo-siriani utilizzati da Greta & Vanessa. Come ho scritto nel mio post, è tutta gente che ha ancora una parte della famiglia in Siria, a volte nelle regioni controllate dal regime sanguinario di Bashar al assad. Pubblicarne perciò i nomi di famiglia li espone a rappresaglie certe. E’ già successo, e i giornalisti seri – quelli che da anni si occupano di Siria, consumando le suole delle scarpe e non accontentandosi delle informative dei carabienieri – ne sono sempre stati consapevoli. E allora? Sono consapevoli di questo pericolo i colleghi che sbavano dietro alle informative dei ROS? E che fine ha fatto la deontologia e le varie Carte dei Doveri a cui i giornalisti dovrebbero sottostare? E il Presidente dell’Ordine, Enzo Iacopino, dov’è finito? E’ consapevole di queste gravissime violazioni? E quando deciderà di intervenire?

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