FA PROSTITUIRE LA FIGLIA 14NNE: L’ORRORE PER PAGARE I DEBITI

 

 DI DONATELLA BRIGANTI

Sono anni difficili per tutti, o quasi. I debiti possono annebbiare la mente, possono fare impazzire, pensare di farla finita o trovare strade perverse pur di risolvere la situazione e cercare di andare avanti. Ma certo non ci passa per la testa di utilizzare nostra figlia quattordicenne come ha fatto una mamma che, invece, ha pensato bene di accettare la proposta di un ‘amico’ imprenditore cinquantenne e farla prostituire una prima volta per estinguere il suo debito, tante altre volte per guadagnarci. Insomma, ha provato una volta e, visto che la cosa funzionava, ci ha preso gusto e ha continuato a farlo. Non è successo in una tribù di chissà quale terra lontana con abitudini a noi incomprensibili ma nel reggiano, nella nostra evoluta Italia. Sarebbe successo nei mesi tra la metà del 2012 e la metà del 2013, un anno intero di sfruttamento della prostituzione minorile dove ad essere sfruttata era questa figlia che ha salvato il conto in banca della madre. A dir poco contro natura perché una madre dovrebbe proteggere i figli e dovrebbe sacrificare se stessa pur di salvaguardare la carne della sua carne. Viene da chiedersi: se proprio voleva risolvere i suoi guai senza pagare in denaro, quel denaro che mancava, perché non prostituire se stessa? Non che sia una soluzione plausibile ma se proprio doveva scegliere questa strada, perché non farsi avanti e offrire il suo di corpo, seppure meno appetibile agli occhi di un pedofilo. Invece ha rovinato la vita ad una ragazzina nel fior fiore della sua gioventù. Deve essere stata brava anche a fare un approfondito lavaggio del cervello alla figlia che aveva infatti inizialmente negato tutto alle forze dell’ordine che hanno iscritto nel registro degli indagati ovviamente la madre ma anche il sedicente amico che deve rispondere, in concorso, dello stesso reato. La ragazzina avrebbe avuto rapporti con decine di uomini di mezza età e sarebbero decine quindi i clienti indagati dalla Procura di Bologna per atti sessuali con minori, rischiando una pena fino a 3 anni (soltanto). Le indagini sono in corso e molte cose sono ancora da capire ma quello che è chiaro è senza dubbio lo squallore di questa storia. Ai servizi sociali la ragazzina aveva non solo negato ma addirittura difeso la madre. Chissà, avrà visto la madre in difficoltà, avrà sentito il peso delle sua disperazione ed è dovuta diventare grande di tutta fretta pagando i debiti di famiglia però sulla sua pelle con conseguenze che porterà dentro di sé per sempre. Pian piano, con l’aiuto dei servizi sociali, ascoltata da investigatori e psicologi, ha ammesso tutto e ha capito la gravità di quanto accaduto. La madre ha perso la potestà genitoriale mentre la ragazza è stata portata in un luogo sicuro.