QUANDO IL LAVORO DIVENTA SCHIAVITÙ

Susanna Schimperna

DI SUSANNA SCHIMPERNA

Eppure, visto da un’altra prospettiva, esultare perché apre una fabbrica e un po’ di gente comincia a lavorare alle macchine vuol dire esultare perché si diventa schiavi. Perché la condizione di schiavi – di un lavoro ripetitivo e alienante che occupa la maggior parte della giornata in cambio del necessario per sopravvivere e quindi produrre – è ormai quasi considerata un privilegio, e altro non si riesce nemmeno a desiderare, sognare.

Ci sono gli schiavi e i padroni. Solo che alcuni schiavi sono consapevoli e altri no e diverso è anche il modo di affrontare la schiavitù.

Sempre più persone finiscono per la strada, prima a dormire in macchina e poi nemmeno più in quella.

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