IL CAFFÈ DI CORRADINO. COLLE: CI SIAMO!

Corradino Mineo

DI CORRADINO MINEO

“Quirinale, il giorno di Mattarella”, titola Repubblica. Altan commenta “Incomprensibile manfrina. Solenne però.” Si riferisce al Nuovo Centrodestra, che ha fatto un salto, come scrive Marcello Sorgi per la Stampa, “Sull’Aventino e ritorno”? Il termine “solenne” potrebbe attagliarsi all’appello lanciato dal Premier ieri sera alle 18: “Su Mattarella auspico la più ampia convergenza possibile per il bene dell’Italia. È una scelta che interpella tutti i partiti”. Prima aveva visto Alfano a quattr’occhi: “un ministro dell’Interno non può non votare il capo dello Stato” gli aveva detto. E il Giornale riassume: “Renzi ricatta Alfano. O torni indietro o lasci il Viminale”. 

Ora si aspetta Berlusconi di ritorno da Cesano Boscone. “Il Caimano in ginocchio da Renzi. Alfano ricattato torna a cuccia”, prevede il Fatto. A quel che si sa, Forza Italia dovrebbe votare scheda bianca, strappo comunque meno grave rispetto alla minaccia di non partecipare al voto. Ma se arrivasse un appello a Berlusconi! La retroscenista Meli, Corriere, racconta di un premier, sollevato per non dover eleggere il Presidente con l’appoggio decisivo della sinistra, che alla fine esulta: “Il patto del Nazareno non cambia, la maggioranza di governo rimane”. 

Ieri, per aver proposto in un tweet una chiave di lettura non troppo diversa, “Oh mi sono perso il #Nazareno! @matteorenzi ha paura di eleggere un presidente con la minoranza Pd e SEL e si appella ad Alfano e Berlusconi”, mi sono beccato una valanga di insulti eleganti: da “neo sul culo” all’augurio di “finire in pasto ai leoni” a “penoso”, “ossessionato” “patetico” e “traditore”. Forse è stato il tono, poco solenne, a scatenare i pretoriani in rete del Renzi. I quali – va detto – somigliano sempre di più ai guardiani del sacro blog e dell’ortodossia grillina. 

Eppure persino la Stampa si chiede oggi se “la spregiudicatezza si è spinta fino alle soglie dell’imprudenza”, se quello di Renzi si rivelerà “capolavoro o autogol”! “Scelta tattica efficace – risponde Velardi – il patto del Nazareno reggerà”. Per Cacciari “ingannare il Paese è una dote, ma (Renzi) non può permettersi passi falsi”. “Non è un Don Chisciotte – assicura Ferrara – ma un fiorentino furbo. Avrà anche svantaggi”. Infine Rino Formica prevede giovani in piazza contro i giovani che hanno conquistato il palazzo: “Né successo né boomerang Il giovanilismo di Palazzo deve temere quello di piazza”.

A Cazzullo, Corriere della Sera, Pierluigi Bersani svela di considerare “provvidenziale” la battaglia di 24 senatori del Pd sull’Italicum. Perché ha fatto “comprendere (al premier) che stava tirando troppo la corda”. Subito dopo si è sbloccata la trattativa sul Colle. Renzi – svela l’ex segretario – temeva l’impopolarità di Amato. “Prodi? «Ho avvertito Renzi – dice Bersani – che se cedeva su Mattarella avrei rilanciato Romano. Non ha ceduto». Mattarella? «Se tutto va come deve andare sarà un ottimo presidente. È un giurista. Non è uno che fa passare qualsiasi cosa. Certe sciocchezze incostituzionali non le farà passare” e sull’Italicum annuncia “non faccio il giudice della Consulta, non entro nel merito della costituzionalità. Ma questa legge elettorale non ci sta bene. Chiediamo di essere ascoltati. Chiediamo di cambiare”.

A meno di improbabili sorprese, eleggeremo tra poco un buon Presidente della Repubblica. E questo affannarsi tattico sarà presto dimenticato. Il Sole24ore  segnala che “La disoccupazione è in calo, in un mese 93mila posti in più“; incrociamo le dita. Tsipras si rifiuta – e ha ragione – di negoziare con la Troika. Il Psoe, incalzato da Podemos, firma un patto anti terrorismo con la destra al governo.