IL FONDAMENTALISMO DEI NOSTRI GIORNI È UNA NEMESI

DI FLORIANA LA ROCCA

Triste disappunto, inevitabile, quello provato guardando un video che la dice lunga sul tempo storico che stiamo attraversando. Interno di una casa probabilmente sita in un luogo del mondo abitato da musulmani; una stanza adibita a palestra e, a turno, su un attrezzo ginnico, due bambini tra i cinque e i sette anni che si allenano duramente mentre il loro papà scandisce il numero delle flessioni a cui li sottopone. A fine esercizi, con orgoglio manifesto, le creature mostrano all’obiettivo i risultati: muscoli di braccia, pettorali e addome, sviluppati e definiti come quelli dei body builder. La cultura della forza fisica, del combattimento, della vittoria sul proprio simile. Guerra. A tutti i costi.
Del resto, idee politico-umane distorte prevedono la preparazione dei piccoli ad una continuità di distorsione mentale e psicologica, perché chi è convinto di essere in possesso della migliore strategia sociale, dell’assoluta verità, del giusto vivere e relazionarsi, ha il diritto-dovere di combattere l’estraneità.
Persone ancora tutte da formare, violentate, pilotate, guastate, per essere all’altezza di attaccare, colpire l’Altro in nome di una difesa che non avrebbe senso d’esistere se pensassimo con la ragione e non con il peggio di noi.
Lo scempio si procrastina e cresce quando dopo gli allenamenti ginnici i bambini vengono costretti ad imbracciare armi e ad imparare a sparare.
Le parole d’ordine sono ‘invasione’, ‘sottrazione’, ‘soppressione’.
Facendo un bel salto indietro, però, anche l’Europa defenestrò, invase, arrogò leggi e stili, reiterò vessazioni, comprese le imposizioni religiose. Si appropriò del Nuovo Mondo, iniziando da Cristoforo Colombo, sconvolgendo usi, abitudini e tradizioni di quei luoghi. Vogliamo ricordare lo sterminio degli indiani d’America? E perché no, Francia, Spagna, Portogallo, Inghilterra, ad appropriarsi di Terre per colonizzare, senza domandarsi se gli indigeni avrebbero gradito. Molti popoli potrebbero raccontare di invasioni per mano nostra. Gli uomini mantengono nel corredo genetico la convinzione d’essere portatori di un’incontrovertibile Giustizia, di una sacrosanta Verità. E non ha ancora compreso, l’Uomo, che l’invasione, brutale o no, è quanto di più deleterio e infame si possa macchiare. Il plagio si espande, fa crescere l’odio, la vendetta, il seme della cattiveria più gratuita per fini che non migliorano nulla; sporcano e distruggono, semmai. L’arricchimento avviene grazie allo scambio di culture, di idee; le diversità sono preziose per la nostra vita, ci abituerebbero alla negoziazione intelligente, proficua, che migliorerebbe lo status di tutti i popoli, se smettessimo di annientare, pontificare, distruggere.
Il fondamentalismo è questo: la fasulla certezza che altre culture siano il cancro da rimuovere. La guerra diviene santa, panacea di tutti i mali, ed invece è la loro origine. Sono nemesi. Adesso siamo e saremo noi a subire soprusi e crimini, siamo e saremo ad alto rischio d’invasione da parte di popoli che non lesineranno stragi e dolori, se un’inversione di marcia ed una presa di coscienza non determinerà il vero cambiamento. Tutto torna addosso, forse. Bisogna toccare il fondo per ristabilire l’ordine e ripartire? E qual è questo Nuovo Ordine Mondiale? Se ripercorriamo la Storia e facciamo quattro conti, bisogna solo augurarsi di uscire vivi dalla pericolosa impasse.

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