GERMANIA E GRECIA: DO UT DES?

DI STEFANO SYLOS LABINI

Grande Tsipras: ha chiesto i danni di guerra alla Germania.

Il leader di Syiriza non ha mancato di attaccare la Germania, lanciando una vera e propria bordata a Berlino dopo il negativo confronto tra il suo ministro delle Finanze, Varoufakis, e l’omologo tedesco Schaeuble. Al Parlamento ha rispolverato le “riparazioni di guerra della Germania”, che, ha detto, “è un obbligo storico chiedere”. Il riferimento è al 50% debito che venne abbonato nel 1953 alla Germania Federale per i danni dovuti dalla Germania Nazista (e solo in parte ancor quelli del trattato di Versailles della I guerra mondiale) da tutti i Paesi, inclusa la Grecia. La Grecia ha “un obbligo morale davanti al nostro popolo, alla storia, a tutti gli europei che hanno combattuto e dato la loro vita contro il Nazismo. Il nostro obbligo storico è reclamare il prestito (che il Terzo Reich obbligò l’allora Banca centrale ellenica a versare, ndr) e le riparazioni per l’occupazione” tedesca durata 4 anni.

Nel libro con Giorgio Ruffolo avevamo scritto:

La drammatica situazione della Grecia ha riportato al centro dell’attenzione la questione delle riparazioni tedesche del secondo conflitto mondiale. L’11 settembre del 2012, dopo mesi di petizioni e richieste da parte di intellettuali, storici e varia stampa internazionale, è apparsa la notizia sul Financial Times Deutschland che il vice ministro dell’Economia greco avrebbe istituito un gruppo di lavoro per valutare i documenti ufficiali presenti negli archivi storici. I risultati tecnici, che sono attesi per la fine dell’anno, serviranno per proporre ai rappresentanti di Bce, Fmi e Ue una sorta di integrazione al pacchetto di salvataggio contenuto nel memorandum.

Che i denari “riparatori” dei danni post secondo conflitto mondiale non fossero mai arrivati nelle casse di Atene era cosa risaputa. Ma adesso, alla vigilia dell’ultimo report della Troika che potrebbe anche mettere fine alle speranze di salvataggio del Paese, il ministero delle Finanze greco vuole fare sul serio per ottenere quel risarcimento.

I fatti: Hitler invase la Grecia nell’Aprile 1941, saccheggiandola e devastandola in lungo e in largo. Ha scritto la Croce Rossa Internazionale nel suo rapporto ufficiale sulla questione che tra il 1941 e il 1943 almeno 300.000 cittadini greci morirono letteralmente di fame, in virtù proprio di quelle razzìe da parte dei tedeschi. Inoltre sia la Germania che l’Italia, oltre a pretendere cifre elevatissime per le spese militari, ottennero forzatamente dalla Grecia anche quello che venne definito un prestito d’occupazione, consistente in 3,5 miliardi di dollari. Lo stesso Fuhrer riconobbe in quella circostanza il valore legale del prestito e avallò il risarcimento. Ma alla Conferenza di Parigi nel 1946 qualcosa andò storto e alla Grecia furono riconosciuti 7,1 miliardi di dollari come risarcimento, invece dei 14 richiesti. E mentre l’Italia ripagò regolarmente la propria parte del prestito, la Germania si rifiutò costantemente di farlo. Come se le riparazioni post belliche non fossero necessarie.

Ma a quanto ammonta oggi quella cifra? Prendendo come metro di valutazione l’interesse medio dei Buoni del Tesoro americani dal 1944, (il 6%) ballerebbero cifre enormi: 163,8 miliardi di dollari per l’occupazione 332 miliardi di dollari per i danni. E secondo un rapporto redatto nel luglio del 2011 dall’economista francese Jacques Delpla, la Germania dovrebbe corrispondere alla Grecia 575 miliardi, molto di più dei 355 miliardi di euro circa che oggi costituiscono il macigno di debiti sul futuro di Atene.

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