GIOVANISSIMI CON LO SMARTPHONE, VITTIME DEL VIRTUALE NELL’INDIFFERENZA DEI GENITORI

 

 DI FLORIANA LA ROCCA

Che il mondo virtuale avrebbe fatto le sue vittime non era difficile immaginarlo. Fa da contraltare alla velocità di contatto e d’informazione, il numero spropositato, perché vicino al 100 %100, di ragazzini che possiedono un telefono cellulare, e tanto basta per produrre danni. Un mondo minorenne che sfida qualsiasi elemento possa contrastare la libertà di usarlo per sexthing e bullismo incontrollati. Viene da chiedersi se sia valsa la pena portare a chiudere in un oggetto tecnologico, emozioni, pulsioni, ribellioni, per promuovere un legittimo e inevitabile progresso. Fuori da un equilibrio sensato, donarsi ad un assalto di visioni hard, di cui è pieno il web, per un sesso pret-a-porter, raccapricciante, scandaloso; che insegni delle cose o che le faccia scoprire, ma che ne guasti e ne contamini altre. Giovanissime anime e personalità ancora in formazione, a rischio disumanizzazione, ma bravissime ad usare sigle, password, nick name.
Nei siti che non inducono a sante preghiere, viene chiesto: ” Hai più di 18 anni?” La domanda è già un invito ineludibile, scatena la curiosità anche dei caratteri più tranquilli. Sono scoperte, quelle legate al sesso, da fare gradualmente, possibilmente grazie ad una comunicazione reale, scambievole, di crescita. Il numero altissimo di giovani sempre più accaniti su fenomeni di questo tipo, mette basi sbagliate, inadeguate a una vita serena e appagante, senza contare le immediate notizie di bravate, insulti e messaggi che spingono alla violenza, ad azioni lontane da codici civili e penali. Sono attirati principalmente i più esaltati, con entità risibili di coscienza individuale e sociale perché ancora piccoli e predisposti all’emulazione. Ormai si sa: i telefonini non servono per dire a mamma e papà dove i figli si trovano e con chi, ma per compiere azioni forti, mostrare scene filmate col diabolico attrezzo sempre più sofisticato di cui si dotano. Si percepiscono potenti, grandi, invincibili. Il delirio dei selfie incalza. L’ultimo trend in ordine d’importanza è: più li pubblichi pericolosi più fa figo. Poco importa se anche il rischio di morire è contemplato e diventa altissimo, il brivido della trasgressione prevale e vale sempre una ‘ripresa’.
Se non si estinguono da soli, stiamo costituendo prossime generazioni di automi e soldatini perversi, pronti a pubblicare la foto più eclatante per essere leader. La strada è quella, se ne prenda atto. Per ciascun minorenne corrisponde almeno un genitore che sa e finge di non sapere, si defila, e che irrimediabilmente casca sempre dalle nuvole.

 

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