DICO A LEI, SIGNOR QUESTORE DI ROMA

DI FLORIANA LA ROCCA

Eh no, egregio dottor D’Angelo!
Le motivazioni addotte al mancato ‘forte intervento’ sullo scempio che in piazza Di Spagna si stava perpetrando, non bastano. Sono inconsistenti e irresponsabili, riguardo alla difesa di Roma capitale d’Italia, dei suoi abitanti, dei suoi turisti e dei cittadini dell’intera Nazione.

In un’intervista lei ha dichiarato che misure drastiche ed estreme avrebbero creato situazioni incontrollabili e che ci sarebbe potuto scappare il morto. Siamo comunque morti in molti, dopo l’affronto volgare, indiscriminato, violento, di un gruppo di infami balordi che attentano alla Civiltà, alla Cultura e alla tranquillità delle persone che hanno il diritto di poter girare per le strade senza doversi preoccupare di ritrovarsi calpestati o feriti da chicchessia. Questo è già terrorismo, e per mia idea personale, le bestie potrebbero essere state pilotate da chi vuole creare panico e scompiglio anche in Italia, iniziando a colpire col pretesto dello sport le icone più rappresentative della grande Mamma (ma questa è un’altra storia).

Di fatto, resta che, per pavidità o superficialità di vedute, non si può passare su simili devastazioni. Le Istituzioni blande, non decisioniste e leggere, non potranno portare che a una disperante prevaricazione da parte di chiunque si sentirà autorizzato ad attaccare il nostro Paese (e glielo avremo permesso) nelle modalità scelte e organizzate.

Coloro potranno contare su un’imbarazzante indifferenza che danneggerà irreversibilmente la sicurezza di ciascuno, la libertà di vivere tutti senza paura e nel reciproco rispetto (parola abusata ma pur sempre di nobilissimo significato).

Schermata-2014-10-16-alle-14.36.42Nicolò D’Angelo questore di Roma