SANDRO PERTINI. QUANTO CI MANCHI PRESIDENTE

DI MONICA BIANCHETTI

Sandro Pertini: sono passati 25 anni oggi dalla sua scomparsa, ma il ricordo di quest’uomo, il cui essere semplice e schietto conquistava tutti, è ancora vivo nei cuori della gente.
È la sua voce che il 25 aprile del 1945 comunicherà al popolo italiano la vittoria sul Nazifascismo, sempre la sua voce esultò al mondiale spagnolo del 1982 per la vittoria della nazionale di calcio italiana e ancora la sua voce, incrinata, dovette esprimere cordoglio per la strage di Bologna, quella di Ustica, per il piccolo Alfredino caduto nel pozzo a Vermicino, il terremoto in Irpinia e l’assassinio del generale Dalla Chiesa; un dolore composto il suo, ma partecipe.

Il carcere, le botte dei fascisti, fughe rocambolesche in motoscafo in Corsica, l’attraversamento del Monte Bianco, a piedi da Prato a Firenze, l’esilio, la condanna a morte da parte delle SS per fortuna mai avvenuta grazie all’intervento di un gruppo partigiano, anni duri, una vita intensa, sia sul fronte politico che personale, lo hanno formato come uomo e come politico, anticonformista e pragmatico ma con un grande cuore.

Sandro Pertini

Diceva di lui Indro Montanelli: “Qualunque cosa egli dica o faccia odora di pulizia, di lealtà, di sincerità”. E quanto ne avremmo ancora bisogno di questa moralità e buona fede lo sappiamo benissimo, con i tempi che corrono.

Lui la guerra non l’ha proclamata, l’ha fatta suo malgrado e sapeva bene cosa significa “opporsi”, lottare per un ideale. “Io ero pacifista, ma andai volontario in guerra perché se a combattere dovevano andare i figli degli operai e dei contadini, dovevo andarci anche io”. E una volta diventato Presidente a proposito della guerra disse: “…non sono e non sarò mai un Presidente che chiama nessuno alla guerra. Io l’ho provata: quella mondiale e quella civile, ben peggiore. Non l’auspico e non l’auspicherò mai per nessuno”.

Con lui Presidente l’immagine dell’Italia migliorò. Del suo professore di filosofia del ginnasio, Adelchi Baratono, ricordava le parole, che poi ripeté nel 1979, davanti agli operai dell’Italsider a Savona: «Se non vuoi mai smarrire la strada giusta resta sempre a fianco della classe lavoratrice nei giorni di sole e nei giorni di tempesta.» Per questo Pertini è stato il Presidente più amato dagli italiani, perché è riuscito, con la sua statura morale, a riavvicinare i cittadini alle istituzioni: era uno del popolo, uno di noi.

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Caro Sandro tu che sei stato una delle personalità in primo piano nella Resistenza Italiana, cosa proveresti se fossi ancora qui, nel vedere lo scempio in cui l’Italia si sta consumando, tu che hai dato tanto per l’onore, la libertà e la democrazia? Cosa potresti dire ai nostri attuali politici che tanto chiacchierano e poco fanno? L’Italia che sognavi ancora non c’è e forse è svanito anche il sogno.

Cosa diresti degli stenografi del Senato che guadagnano più di un regnante di Svezia? Dei supermanager che superano in stipendio il Presidente degli Stati Uniti d’America, degli scandali di palazzo, del popolo senza lavoro, dei giovani, da te tanto amati e stimati, costretti a fuggire dal loro Paese in cerca di certezze, degli anziani defraudati e abbandonati?
“La politica è cosa difficile” tuonavi, perché eri capace digrande dolcezza, ma anche di collera.
“I giovani non hanno bisogno di sermoni, i giovani hanno bisogno di esempi di onestà, di coerenza e di altruismo”, eh sì, Sandro, per te era facile. Oggi la coerenza non ha nulla a che fare con l’agire pratico, l’onestà è una parola abusata che ha perso di significato e l’altruismo? Ognuno si fa i fatti propri, soprattutto quando si parla di politica.

Ci manchi. Ci manca la tua immancabile pipa, il sorriso sincero, l’integrità dei tuoi valori. Non volevi nemmeno la scorta. In realtà non ne avevi bisogno, Sandro, le persone per bene possono camminare a testa alta senza temere nulla. Nel giorno della tua elezione in quel caldo luglio, al Quirinale ci andasti a piedi.

Quanto avremmo bisogno di risentire le tue parole, per ripartire, per credere ancora, oggi come non mai: “Sii sempre in ogni circostanza un uomo libero e pur di esserlo sii pronto a pagare qualsiasi prezzo e vivrai la tua vita e crederai in essa come sempre vi ho creduto io”.
Ma se tu vedessi, Sandro, e vivessi quello che stiamo vedendo noi oggi, crederesti ancora nel futuro?

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