RUSSIA, LA ‘MARCIA DI PRIMAVERA’ SI VESTE A LUTTO

Rita A. Cugola

DI RITA A. CUGOLA

In seguito all’omicidio di Boris Nemstov, il leader dell’opposizione russa freddato venerdì notte a colpi di pistola nel centro di Mosca, la marcia anticrisi di primavera si è trasformata in un corteo funebre. Un corteo carico di stupore, sgomento e rabbia al quale hanno partecipato, secondo gli organizzatori, più 70 mila persone (7 mila invece per la polizia).
“Quei proiettili hanno colpito tutti noi”, “Io non ho paura”, “Je suis Nemstov”: sono solo alcuni degli slogan comparsi sui numerosi cartelli esibiti dai manifestanti. Su tutti però ha campeggiato uno striscione nero con l’effige di Nemstov, corredato dalla scritta “Gli eroi non muoiono”.
L’uccisione del maggiore oppositore di Putin (ennesima voce critica del Cremlino zittita per sempre) ha suscitato molti interrogativi, rafforzati dalle immagini diffuse dalla tv russa che rendono evidente la dinamica dei fatti avvenuti, in merito ai quali è in corso un’inchiesta.

Tra le piste più accreditate, l’omicidio politico e il terrorismo islamico.

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