SALERNO, DE LUCA STA RACCOGLIENDO I FRUTTI DELLA SUA SEMINA

DI GIANFRANCO IZZO

Penso che bisogna dare a “Cesare ciò che spetta a Cesare”. Fra i tanti lavori e lavoretti svolti da ragazzino-giovanotto ho fatto anche il servizio d’ordine allo stadio. Nella rete il principale era l’Arechi di Salerno. Un campo considerato maledetto perchè costruito su di un cimitero. Salerno era un paese con il mare, i salernitani erano eternamente insoddisfatti e frustati (anche per le mancate promozioni calcistiche). Poi credo che un giorno si siano riuniti in Assemblea Pubblica il sindaco di ferro De Luca, gli intellettuali greco-salernitani e tutta la cittadinanza. Si sono detti fra loro: “Vedete come è fatta Napoli? Come è ridotta? Bene, noi dobbiamo fare e diventare tutto il contrario!”- E ci sono riusciti. Città pulita, ordinata, con centro universitario nuovo e movida giovanile notturna (che attira tutta la popolazione regionale), Salerno è diventata la piccola Atene del sud Italia. Ricordo che all’epoca di Bassolino De Luca era alla sua opposizione, i maggiorenti del partito lo consideravano una specie di grillo parlante, di gufo. Intanto alla fine ha governato bene (senza “terre dei fuochi”…) e sta raccogliendo il frutto del suo buon lavoro. Lo dice uno che non ha mai votato né Pci, né Pds, né Ds né Pd: I salernitani sono stati fortunati nell’averlo e saggi nel riconfermarlo. Il resto sono chiacchiere.

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