EMENDAMENTO DEL GOVERNO SU FALSO IN BILANCIO: È POLEMICA

Daniela Spalanca

DI DANIELA SPALANCA

Emendamento falso in bilancio e ddl anticorruzione: la storia infinita. Dopo mesi di discussioni, polemiche più o meno larvate e pressioni da parte del mondo industriale, adesso i nodi vengono al pettine, nonostante al momento resti tutto secretato al Ministero per i Rapporti con il Parlamento guidato da Maria Elena Boschi. Oggi, infatti, la discussione è andata per le lunghe e in Commissione Giustizia del Senato, dopo circa due ore  e mezza di seduta, si è fatto poco o nulla.

Secondo quanto emerso, il testo governativo sul falso in bilancio non prevede più soglie di non punibilità in percentuale né rispetto al volume d’affari, ma a far innalzare il livello di tensione è stata sicuramente la riduzione della pena, che la legge prevede solo per reati con pena massima superiore ai 5 anni, escludendo pertanto il reato dalla possibilità di intercettazioni telefoniche, come sancito dal Codice di Procedura Penale, Articolo 266. Resta invece 3/8 anni la pena per le società quotate e la perseguibilità del reato d’ufficio.

Resta adesso da chiarire se e  quando il provvedimento, depositato ben due anni fa dall’attuale Presidente del Senato Piero Grasso, approderà in aula. Il Ministro Andrea Orlando ha  evidenziato “che l’emendamento in questione sarà presentato in Commissione Giustizia del Senato e non approderà, dunque, direttamente in aula” e dunque è quasi certo lo slittamento dell’approdo del ddl anti-corruzione in aula al Senato, previsto per giovedì, proprio perchè manca questo emendamento.

L’opposizione non ha mancato di far sentire la propria voce ed ha subito commentato: «Qualora le indiscrezioni sul falso in bilancio relativo alle società non quotate fossero fondate, ci ritroveremmo di fronte all’ennesima presa in giro da parte del Governo», hanno affermato i senatori del M5S in Commissione Giustizia Enrico Cappelletti, Maurizio Buccarella, Mario Giarrusso. «Prevedere, infatti, una riduzione di pena per le società non quotate da un minimo di 1 ad un massimo di 5 anni di detenzione, come vorrebbe il Governo, escluderebbe l’uso delle intercettazioni da parte dei magistrati. Inoltre, si correrebbe il rischio concreto di vedere il reato di falso archiviato qualora ritenuto dal giudice di particolare tenuità o commesso nell’ambito di un comportamento non abituale».

Ma Orlando ha ribadito con forza che “ora l’impostazione del reato è più lineare e semplice, sono state eliminate del tutto le soglie di non punibilità né percentuali né patrimoniali”. Il Ministro ha anche escluso che il ddl anti-corruzione possa diventare un veicolo per modifiche alla tanto discussa legge Severino. I giochi restano più aperti che mai e con essi anche le polemiche che da qui a giovedì non si placheranno di certo.

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