IL M5S SCEGLIE IL DIALOGO

Antonella Soddu

DI ANTONELLA SODDU

Il movimento cinque stelle sceglie la strada del dialogo. Grillo ammette che forse ha sbagliato ad “impedire” ai suoi deputati di presenziare ai programmi di politica in Tv. Devo dire che ho spesso sentito la deputata Carla Ruoco nei suoi interventi in aula, spesso in assuluta discordanza con lei . Oggi, era ospite alla puntata di Agorà rai e ha vinto di gran lunga il confronto con il Deputato Pd Panuci.

Toni pacati e incisivi, ha confermato l’appertura al dialogo e ha aperto un confronto diritto con il collega su temi di effettiva rilevanza sociale quale per esempio il reddito di cittadinanza e il reddito minimo garantito. Gli argomenti sono stati anche altri ma, quello dibattuto maggiormente si è concentrato sul reddito di cittadinanza.

“Il dialogo c’è sempre stato, abbiamo sempre collaborato nelle commissioni. Io ricordo che abbiamo inaugurato il fondo per la micro impresa. Su questo e su altri temi appriamo tutti i giorni il dibattito. Abbiamo una proposta concretta sul reddito di cittadinanza che ha ricevuto anche la bollinatura dell’ ufficio bilancio”.

Carla Ruoco, M5S. Ma non si può fare, costa dai 90 mld a 300 mld di euro, non si può fare – Panucci PD. E ricorda alla Ruoco la differenza tra reddito minimo garantito e reddito ci cittadinanza e precisa le cifre che vengono erogate in Francia, in Germania inferiori di gran lunga alle 780 euro al mese che propone il M5S, che continua a rimarcare che occorrono 15 mld di euro che, aggiunge Carla Ruoco, ci sono. Panuci controbbate sul costo reale del reddito di cittadinanza, insiste che occorrano dai 90 mld ai 300 mld, diverso sarebbe il reddito minimo garantito i cui costi sono molto più vicini ai 15 mld indicati dalla Ruoco.

La proposta del M5S non vuole regalare soldi e creare altre forme di assistenzialismo, lega la sua proposta a dei vincoli 1) il beneficiario deve esser accompagnato al ricollocamento al lavoro. 2) inserimento delle persone disoccupate nel monndo del lavoro. 3) revoca del reddito di cittadinanza al rifiuto di tre proposte di lavoro. Ma quali sono le differenza tra reddito di cittadinanza e reddito minimo garantito ?  Il reddito di cittadinanza è un programma di contrasto alla povertà di tipo universalistico in cui la concessione del sussidio non è subordinata a un accertamento delle condizioni economiche e patrimoniali dell’individuo.

Il reddito minimo garantito è un programma universale e selettivo al tempo stesso, nel senso che è basato su regole uguali per tutti (non limitato ad alcune categorie di lavoratori come nella tradizione italiana), che subordinano la concessione del sussidio ad accertamenti su reddito e patrimonio di chi lo domanda. Questo è uno schema oggi esistente, pur in forme molto diverse, in tutti i paesi dell’Unione Europea a 15 (e in diversi nuovi stati membri). Il reddito minimo garantito dovrebbe sostituire e riordinare molti schemi preesistenti, riducendo sprechi ed evitando la compresenza di tanti strumenti presenti.

Ulteriori esempi e chiarimenti sono fruibili in questo sito http://www.lavoce.info/…/reddito-di-cittadinanza-e-reddito…/  in un articolo a firma di Tito Boeri e Roberto Perotti. Andiamo ora a l’esempio della Germania, cittati da entrambi di Deputati Ruoco, M5S e Panucci Pd. In Germania è in vigore il reddito minimo garantito fa parte del pacchetto della riforma Welfare che porta il nome di di Peter Hartz, membro del consiglio d’amministrazione della Volkswagen e della commissione per “Servizi moderni per il mercato del lavoro”) è una riforma tedesca del mercato del lavoro messa in atto tra il 2003 e il 2005 sotto il governo del cancelliere Gerhard Schröder (SPD) che rientra nella cosiddetta “Agenda 2010”.

Questa riforma fino al 2013 costava alla Germania circa 27 mld di euro all’anno – qui maggiori dettagli http://www.forexinfo.it/Welfare-riforma-tedesca-Hartz-cosa. Il reddito minimo garantito viene concesso a quei disoccupati che riescono a dimostrare di aver perso il lavoro e di esser effettivmente alla ricerca di un lavoro . disoccupati tedeschi vengono anche sollecitati con delle proposte lavorative, che non possono essere rifiutate pena sanzioni (10%, 20%, 30% o 60% in meno del contributo a seconda dei casi) e sospensione delle sovvenzioni stesse per tre mesi nei casi in cui la proposta viene abitualmente rifiutata.

Dal 1 Gennaio 2013 la cifra erogata corrisponde a Euro 382 per un soggetto singolo senza reddito. Contributi/Sussidi per altro come affitto e riscaldamento vengono erogati a parte. Sono erogati a parte anche indennità per i disabili e donne in gravidanza. Lo stato tedesco provvede anche agli assegni per i figli cosi come nell’esempio : 1) 289 euro per ogni figlio tra i 14 e i 18 anni. 2)

255 euro tra i 6 e i 14 anni. 3 ) 224 euro da 0 a 5 anni. E’prevista una durata illimitata e sono previsti accertamenti ogni sei mesi sui beneficiari. Il sussidio può proseguire a patto che chi è abile al lavoro segua programmi di reinserimento e accetti offerte congrue alla sua formazione. Ne hanno diritto i cittadini tedeschi, gli stranieri provenienti da paesi Ue che hanno firmato il Social Security agreement e i rifugiati politici.

Insomma, ben sotto le cifre che chiedono i parlamentari M5s, in linea con la proposta di Tito Boeri, e anche del Pd. Ma un punto d’incontro può e deve esser trovato nell’interesse dei cittadini.

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