SIRIA E I CONTI CON ASSAD: L’OPPOSIZIONE NON ARMATA ADESSO TRATTA COL DESPOTA

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DI ALDO MADIA

Dopo 230 mila morti e oltre 10 milioni tra sfollati e profughi, cade la pre-condizione della cacciata di Assad. Un mese fa dicevano ‘Bashar al-Assad è il Problema, non la Soluzione’. Il 5 marzo a Parigi Khaled Khoja, presidente della Coalizione nazionale siriana delle opposizioni non jihadiste concede invece di trattare con Assad per un governo transitorio e per un sistema democratico di là da venire.

Trattare o non trattare con Assad?

Khaled Khoja è il presidente della Coalizione nazionale siriana delle opposizioni non jihadiste, costretto a mediare tra posizioni contrastanti e spesso a contraddirsi.

A fine gennaio annuncia: ‘la Coalizione dialogherà con il regime del presidente Bashar al Assad, sulla base della Dichiarazione di Ginevra’.

Il 10 febbraio, Bashar al-Assad torna invece ad essere ‘Il Problema, non la Soluzione. Ritenere possibile sconfiggere l’Isis mantenendo in vita il regime di Assad non è una illusione, è una tragedia’.

In questi giorni a Parigi, negli incontri con i vertici occidentali, altra svolta: Khaled Khoja, lascia cadere la pre-condizione dell’allontanamento del Presidente Bashar al-Assad.

Formazione di un Governo transitorio e negoziazione con Assad per la formazione di un sistema democratico.

I perché dell’altalena

Accade che all’inizio di marzo si è dissolto ‘il fiore all’occhiello delle formazioni combattenti degli oppositori moderati, dei laici non jihadisti.

Parliamo del movimento Harakat Hazm, creato dagli USA nel 2014 con 5 mila combattenti per operare nel Nord della Siria sotto l’ombrello del Comando Militare Operativo gestito da Paesi occidentali e arabi con base in Turchia e Giordania.

Movimento che, sconfitto nelle varie battaglie da Fronte al-Nusra, ISIS e curdi, dopo aver perso anche il Quartier Generale ad Aleppo lasciando nelle mani degli avversari le armi ricevute dagli USA, si è ritirato.

Analogo esito per il Fronte Rivoluzionario Siriano, sconfitto dal Fronte al-Nusra e ritirato da Idlib, mentre centinaia di combattenti dell’opposizione moderata o disertano o – con armi e bagagli – si offrono a ISIS o ad al-Nusra.

Il caos sul campo

Sul terreno la situazione appare ancora più confusa.

Da un lato la notizia che gli USA avrebbero programmato l’addestramento di 15 mila ribelli in Turchia da schierare contro l’Esercito governativo (http://goo.gl/jG47lJ).

Dall’inizio di marzo è in atto l’offensiva a Tikrit – città natale di Saddam Hussein – da parte di 30 mila soldati dell’Esercito iracheno sostenuti da curdi, sciiti delle Forze Speciali iraniane e libanesi e da volontari sunniti nella neonata formazione ‘Unità di Mobilitazione Popolare’.

Si tratta dell’inizio di un’operazione di vasta portata che punta a scacciare ISIS da Tikrit e Salah-a-Din per poi riconquistare Mosul.

Mentre sarebbero stati ripresi i quartieri periferici di Tikrit a Nord, Sud e Ovest, sono cessati i raid della Coalizione contro ISIS, provocando le rimostranze del Premier iracheno al-Abadi.

Che sta accadendo nella Coalizione, quali gli eventuali problemi e quali le ipotetiche nuove strategie?

Le contraddizioni dell’Ue

Restano attive invece le forze aeree siriane, che il 5 marzo hanno decapitato i vertici del Fronte al-Nusra con un raid aereo a Salqin, città al confine con la Turchia nella provincia di Idlib. Risposta all’ attacco subito ad Aleppo il giorno prima contro il quartier generale dell’Air Force Intelligence.

Nell’attacco sono rimasti uccisi il leader della formazione, Abu Humam al-Shami e tre dei suoi vice: Abu Musdab Falastini, Abu Omar Kurdi e Abu Baraa Ansari.

Contemporaneamente il Consiglio dell’Unione Europea ha autorizzato sanzioni contro altri soggetti indicati come ‘sponsor’ del regime di Damasco. Sale così a 218 il numero delle persone e 69 ‘entità’ a cui sono stati congelati i beni ed è stato deciso di negare il visto per i Paesi Ue.

Parallelamente – si legge in una nota – l’Ue continua a incoraggiare ‘l’avvio di un processo politico-negoziale, unica via per arrivare alla fine del conflitto interno’.

Ma si tratta e assieme di sanziona? A Bruxelles idee poche ma confuse.

http://www.remocontro.it/2015/03/09/siria-i-conti-assad-lopposizione-non-armata-tratta-col-despota/

Khaled Khoja è il presidente della Coalizione nazionale siriana delle opposizioni non jihadiste

Khaled Khoja, presidente della Coalizione nazionale siriana delle opposizioni non jihadiste