RIFORME ISTITUZIONALI. UNA VIRATA A DESTRA

Michele Pizzolato

DI MICHELE PIZZOLATO

Sul combinato di riforma costituzionale (Senato sottratto ai cittadini e regalato alla casta dei consiglieri regionali con immunità) e Italicum incostituzionale (premio di maggioranza incostituzionale gratta e vinci della democrazia e più dell’80% dei parlamentari) stiamo assistendo allo scontro fra tre destre da una parte e gli interessi del paese dall’altra:

– il PD renziano: è l’anima nera di questa svolta istituzionale da democrazia autoritaria, completata sul piano economico dai licenziamenti facili: neoliberismo istituzionale ed economico in purezza. Ha l’interesse ad approvare tutto alla svelta. Il gradimento politico e’ in calo, serve al PD monetizzare l’immagine del leader carismatico vincente di Renzi, a cui dare un mandato per “dominare” il paese (dopo le riforme il governo non governerà il paese, lo dominerà);

– Forza Italia Berlusconi. È degno alleato di Renzi nella scrittura di questa riforma. Che ha 4 padri: Berlusconi – Renzi – Boschi – Verdini. Ora non la vuole votare solo perché sa che Renzi li porta subito al voto. E oggi Berlusconi e’ quarto, dopo PD, M5S e Lega. Ha bisogno di tempo…

– La Lega di Salvini: è la destra alternativa e competitiva con Renzi. L’opposizione a Renzi e Berlusconi fa guadagnare voti a Salvini, moltissimi. Molti elettori di Forza Italia passano alla lega e questo blocca la riforma.

Al paese – bloccato da queste pericolose riforme da politicanti di destra – serve:
– economicamente lavoro e quindi spesa per investimenti a valere con risorse da recuperare su lotta a elusione. evasione e protezione sociale per fare ripartire la domanda. L’esatto contrario delle politiche governative dei licenziamenti facili e dei tagli alla spesa sociale, spacciati per tagli agli sprechi;
– istituzionalmente serve: a) un parlamento rappresentativo che faccia POCHE leggi (già col bicameralismo perfetto ne faceva troppe immaginiamo l’invasione di leggi con questo nuovo sistema); b) un governo che ESEGUA, dia attuazione alle leggi. L’esatto contrario del governo Renziano che occupa il ruolo legislativo parlamentare, addirittura portando in campo governativo le riforme costituzionali (esautorando il parlamento) e non amministra…

Solo da sperare che grazie sia all’opposizione del M5S di SEL e si spera di qualche parlamentare PD, sia al groviglio di guerriglia interna del patto del Nazareno, queste riforme saltino. Se salta la legge elettorale Renzi, senza premi di maggioranza che gli regalino voti che non ha, è politicamente finito.

RIFORME ISTITUZIONALI: REBUS IN PARLAMENTO