I BARBARI SI FANNO BANDITI E VENDONO VIA INTERNET LE ANTICHITÀ RUBATE

REMONDINO

DI ENNIO REMONDINO

Collezionisti di tutto il mondo si contendono ceramiche, gioielli, monete razziati nei siti in Iraq e Siria. Gesti barbari compiuti da più consueti banditi. Oppure, la jihad dei ladri. Monete e ceramiche antiche, ma anche dipinti e gioielli razziati dai militanti dell’Isis in Siria e in Iraq vengono messi in vendita su Ebay dallo Stato islamico per finanziare – dicono – la guerra santa contro l’Occidente.

Le immagini assurde della distruzione di reperti archeologici che segnavano la storia del mondo. Ma non tutto è andato perduto, anzi. Oltre il gesto esibito di distruzioni filmate per provocare la riprovazione assoluta, il Califfato è potenza di saccheggio. Monete e ceramiche antiche, ma anche dipinti e gioielli razziati dai militanti dell’Isis in Siria e in Iraq vengono messi in vendita su Ebay dallo Stato islamico per finanziare -così viene detto- la sua guerra santa contro l’Occidente. Questa la versione ufficiale di un brutale e semplice atto di preda e di arricchimento che caratterizza da sempre tutti gli eserciti.

Secondo ‘The Times’, nelle ultime settimane sarebbero aumentate a dismisura le vendite sui siti internet di aste online di importanti pezzi archeologici presi dai militanti dell’Isis, ritenuti scomparsi dalla Siria e dall’Iraq ed invece riapparsi su Ebay, dove collezionisti di tutto il mondo se li stanno contendendo. La vendita dei reperti archeologici razziati si calcola possa fruttare decine di milioni all’Isis, che distrugge le grandi opere d’arte – monumenti e statue – per ragioni di propaganda, ma non disdegna di rubare e vendere quelle più piccole, come fa con il petrolio per pagare i mercenari jihadisti

I furti maggiori di reperti archeologici di ogni tipo si registrano in Iraq, dove tutti i siti di interesse, soprattutto quelli con scavi in corso, sono stati sistematicamente razziati. In Siria cinque siti su sei dice l’Unesco sono stati seriamente danneggiati dalla ricerca di reperti da vendere su internet. I furti di reperti avverrebbero addirittura su commissione. Uno è quello di un mosaico romano ad Apamea, nella Siria occidentale che è stato staccato con i bulldozer e probabilmente fatto arrivare nei ricchi Paesi del Golfo Persico, dove gli sceicchi sono interessati ad arricchire i loro palazzi di antichità d’arte.

La distruzione ed ora le preda dei monumenti storici e artistici in Siria e Iraq è solo l’ultimo capitolo di un’epica totalitaria che si nutre di propaganda e distruzione. rimozione della memoria collettiva. Loro, i militanti di Isis, la chiamano ‘promozione dei valori e della virtù’. Per l’Unesco si tratta di un atroce crimine di guerra. Un attacco diretto contro la storia delle città arabo-islamiche. Dagli enormi Buddha di Bamiyan distrutti a cannonate dai Talebani nel marzo 2001 fino alle distruzioni naziste delle ‘opere d’arte degenerate’ volute da Goebbles o i roghi di libri che caratterizzano ogni pensiero oscurantista.

http://www.remocontro.it/2015/03/14/i-barbari-si-fanno-banditi-vendono-via-internet-antichita-rubate/

Qui erano soltanto copie  ma il gesto rimane