LA BUONA SCUOLA VA CONTRO GLI STUDENTI PROLETARI

DI MARCO RIZZO

La ”bella scuola” di Renzi è il più grave attacco mai sferrato alla scuola pubblica e di massa dal dopoguerra ad oggi.

Le pulsioni autoritarie già espresse dal duo Marchionne – Renzi trasferite dalla esperienza Fiat di Melfi e Pomigliano, passando per il jobs act, si vorrebbero oggi travasare nel mondo della scuola di massa.

Il preside dittatore,i finanziamenti per le scuole private equiparati ai fondi ordinari per le scuole pubbliche, l’ingresso trionfale del padronato in scuole che avranno una veste giuridica aziendale, libere di fare gli interessi economici, e non solo culturali, di lor signori, tutto questo non era stato neppure pensato dal peggiore Berlusconi.

La beffa dei 100.000 neoassunti nasconde l’obbligo di applicazione della sentenza a livello europeo contro il precariato nella scuole e le numerose sentenze applicative dei tribunali italiani e già esecutive, dovevano essere almeno 150.000 e non avrebbero comunque coperto il turn-over dei docenti e lavoratori che andranno in pensione, finalmente, a 65 anni di età e con oltre 43 anni di servizio. Alla vergogna ed alla menzogna non c’è limite.

Il Partito Comunista fa quindi appello all’intero mondo della scuola, agli studenti proletari, ai genitori degli alunni della scuola di massa italiana, ai sindacati di classe, per contrastare da subito i piani di smantellamento del Governo senza aspettare i segnali fumosi e le pratiche conniventi dei sindacati concertativi, che da tempo hanno tradito gli interessi anche dei lavoratori della scuola.

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