LANDINI: LA POLITICA NON È PROPRIETÀ PRIVATA

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DI FABIO BALDASSARRI

La lettera con cui Landini convoca una riunione nella sede della Fiom di via Trieste a Roma, contiene una frase lapidaria che smonta il teorema di Renzi per cui solo uscendo dal sindacato e formando un partito il segretario della Fiom potrebbe ottemperare al compito di fare politica: «Ho avuto la fortuna di potermi confrontare con molti» scrive Landini, «e di condividere sin da subito l’idea che il tentativo di costruire una coalizione sociale muove da una certezza: la politica non è proprietà privata».
La riunione che ha convocato con questa lettera (come ha confermato stasera a Bersaglio Mobile su La7) muove prima di tutto dalla volontà di contrastare due idee nefaste alimentate dalla crisi economica e dalle politiche di austerità, ovvero la fine del valore sociale del lavoro, e il prevalere di un sistema in cui si pensa che debbano esistere solo gli individui e il potere che li governa. Significativi appaiono anche i riferimenti alla Ue laddove risulta evidente l’affinità con le coalizioni sociali da cui nacquero Syriza e Podemos che, giammai, si posero l’obbiettivo di distruggere la Ue (al contrario delle destre più o meno lepeniste cui si è aggregata la Lega) bensì di cambiarne la politica.
«Le politiche della Commissione e della Troika» sostiene Landini, «anche in Italia stanno mettendo in discussione la democrazia, il lavoro e i suoi diritti, l’istruzione e la formazione, la salute, i beni comuni, la cultura e la giustizia». E allora, aggiunge, bisogna superare «il frazionamento» e «coalizzarsi insieme per una domanda di giustizia sociale sempre più inascoltata» perchè se non lo facciamo corriamo il rischio di restare «senza rappresentanza».
E conclude: «La coalizione sociale dovrà essere indipendente e autonoma», il che significa che «per camminare dovrà potersi reggere sulle proprie gambe e pensare collettivamente con la propria testa».
Ciò che dice Landini, al dunque, mi sembra non faccia una grinza e che meriti, anzi, i migliori auguri. Se son rose (ancor meglio garofani, che per la sinistra sono più evocativi) fioriranno. Se son spine pungeranno.

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