BERSANI TI VOGLIAMO BENE: NON CI DELUDERE ANCORA

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DI CRISTINA GIUFFRIDA

Eravamo politicamente innamorati del segretario Bersani.

E forse lo siamo ancora oggi che gli perdoniamo qualche défaillance che da un anno a questa parte lo vede al centro di non poche polemiche tra i militanti delusi del PD…dell’ex PD.
Una speranza di “ribellione”, come vecchia scuola del PCI insegna, diventa sempre più fievole.
Aveva dichiarato che “La combinazione delle due riforme, della legge elettorale e della Costituzione crea un sistema antidemocratico” ma alla fine la prima, la riforma costituzionale, l’ha votata.
“Quella roba lì va bene in Sudamerica” aveva detto confermando la tesi di chi sostiene che modificando l’85% della Costituzione, ci si avvia verso una forma di governo autarchica e verso una lenta demolizione della democrazia.
Dalle dichiarazioni di Bersani si capì che il suo voto era una sorta di scambio: “io ti voto la riforma costituzionale ma tu cambi l’Italicum”.
Maria Elena Boschi, fedele nei secoli a Renzi, fu pronta a mettere i paletti: “Renzi non impone diktat sulla legge elettorale e a maggior ragione è inimmaginabile che sia chi ha perso il congresso”
Mi sembra chiaro il messaggio alla minoranza dem che disertò il congresso: “non siete venuti? Adesso tacete ed in punizione sino a nuovo ordine!”
Donna di “sani principi” e di idee molto chiare colei che in teoria è del PD ma cita Fanfani e le bugie.
Mi chiedo se Berlinguer, per esempio, lo conosce.
Ma torniamo a Bersani e l’Italicum
Cominciamo con il chiederci perchè la Corte Costiuzionale della previsione ha reputato inopportuna un ipotesi di controllo preventivo dell’Italicum da parte della consulta.
Criscuolo, il presidente della Corte Costituzionale, dice che un controllo preventivo della legge elettorale in qualche modo, tradirebbe il ruolo della Corte e può essere una forma non opportuna.
Ma pare che questa spiegazione non abbia trovato accordi sia tra la minoranza dem che in altri ambienti.
Effettivamente un controllo preventivo sarebbe meglio di una cura dell’ultimo minuto anche perchè l’italicum, così per come è ad oggi prospettato, presenta non pochi punti di probabile incostituzionalità, come il porcellum del quale siamo ancora vittime.
E’ Bersani stesso che dice: “L’Italicum è un sistema pericoloso, che si presta alla peggiore corruzione. Si può arrivare al premio di maggioranza con un partito che prende il 25 per cento e dieci partitini dell’1 che non eleggono nemmeno un deputato. Dieci liste così te le metto in piedi in mezza giornata”
E prosegue: “Può andare bene una Camera non elettiva ma i contrappesi sono necessari. Sui criteri di nomina dei senatori vedo solo confusione. Il combinato disposto tra Italicum e Senato delle autonomie è inaccettabile. Se c’è il monocameralismo bisogna prevedere dei contrappesi. Non è possibile che chi vince (eletto con liste bloccate decise dai partiti) prende tutto, governo, presidente della Repubblica, nomine… Così andiamo dritti in Sudamerica”.
Ecco poi perchè scatta l’era della confusione tra le fila degli ex PD dell’ex PD ancora fiduciosi in Bersani.
In pratica pone le stesse critiche di Grillo ma alla fine vota comunque anche per il senatino.
Di contro, la legge elettorale “sud americana” è come un abito creato su misura per Renzi ed il PD, ebbri ancora di un falso 41% alle europee.
Bersani è ancora una fievole speranza per noi; anche oggi la sua dichiarazione non lascerebbe spazio ad alternative o dubbi: “se l’italicum non cambia, io non lo voto” e quando dice “IO” significa una buona fetta di parlamentari del PD.
La nostra economia ed il nostro stato sociale, oggi, è molto vicino al costume sud americano: da una parte i molto ricchi e da una parte i molto poveri.
In Italia, in mezzo, c’è ancora una sparuta fetta di popolo che aleggia mensilmente da una parte all’altra.
Continuando così, presto anche la via di mezzo passerà dalla parte delle favelas.
Che Bersani non ci deluda, anche questa volta

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