LA DRACMA GRECA NON SPAVENTA PIÙ

Udo Gümpel

DI UDO GUMPEL

“Timeo Danaos et dona ferentes” avrebbe detto Wolfgang Schäuble alla notiza che la moglie di Iannis Varoufakis fa “Dana”.

Quando avrebbero portato al ministro delle Finanze la traduzione dal latino al neo-greco, avrebbe mandato l’Ambasciatore greco a lamentarsi per un insulto ricevuto. Personalmente mi è molto simpatico, il ministro greco, anche il suo attico con vista del Partenone dev’essere un posto fighissimo, i poveri per strada, da quel punto di vista, sono solo dei punti colorati che si muovono a distanza.

Piccola osservazione sullo stile di vita dei radical-chic, uguali in tutto il mondo. Ormai mi annoiano le tabelle del disastro greco, perché sembra che le leggiamo solo noi, non il governo greco. Hanno incassato un miliardo di Euro in meno di tasse previste in gennaio. Sembra poco, ma da 9 a 8 si capisce la dimensione del disastro. Hanno racimolato 550 milioni dai residui del Fondo Europeo di assistenza alle banche, hanno preso 2 miliardi da Inps e Inail greco, intanto gli stessi greci hanno ritirato dai loro conti circa 28 miliardi fino alla fine di gennaio.

Mentre 18 ministri delle finanze europee aspettano misure concrete, Atene blocca le vendite dei beni pubblici, peraltro in perenne perdita e non trova nient’altro che insultare la Merkel, Schäuble e anche Draghi. Sulle questioni delle riparazioni la Grecia non può farci nulla, secondo le regole del diritto internazionale il caso si è chiuso al massimo nel 1990 con il trattato 4+2 tra gli alleati della II Guerra e i due stati tedeschi. 25 anni fa c’era l’ultima occasione, perché la restituzione della piena sovranità alla Germania riunita era il momento, peraltro fissato anche negli accordi del 1953, di fare ulteriore richieste “o di tacere per sempre”. In quell’anno la Germania riprese dei pagamenti per le riparazioni che erano infatti stati spostati dal 1953 al momento della unificazione tedesca.

Ma all’epoca la Grecia non ha chiesto niente, ha fatto le congratulazioni alle Germania unita e così il caso è chiuso. Da un quarto di secolo. All’epoca la Grecia si accontentava di essere un membro della UE, la quale da decenni versa in aiuti dai fondi comunitari circa 4,5 miliardi di Euro l’anno. Ad Atene avranno detto: decenni da 4,5 miliardi l’anno e investimenti tedeschi in Grecia valgono più di una causa dell’esito incerto. Ora mi rendo conto che la sinistra radical-chic tipo Bertinotti e Co. vive in un mondo tutto suo, ma è l’atteggiamento del governo greco a farsi male dal solo.

Le continue minacce contro Berlino hanno invertito l’opinione pubblica tedesca che ancora – pensate! – a fine 2014 era al 60% contro il Grexit, ora al 60% è favorevole. Gli imprenditori tedeschi e canadesi che avevano già deciso massicci investimenti, con la creazione di decine di migliaia di posti di lavoro nuovi, sono stati bloccati, in nome della sovranità greca; gli operatori turistici non ordinano niente in Grecia: perché pagare oggi in Euro quando potresti averlo domani a metà in Dracme?

Gli attachi a Draghi hanno alienato tutte le simpatie necessarie e poi, dulcis in fundo, la speranza dell’effetto domino, simul stabunt simul cadent, rivolta all’Italia è vana, perché proprio l’Italia è accanto alla Germania, il paese nel quale affluisce la liquidità in uscita dalla Grecia, 40 miliardi in entrata in un mese. L’unica spiegazione per il folle comportamento di Atene è: preparano il Grexit, lo vogliono e tutte le accuse servono solo ad avere – a disastro avvenuto – un colpevole da mostrare al mondo. Quando la soluzione sarebbe così facile: stilare una piccola ma credibile lista delle riforme, in cambio di un altro vaglia.

Cosi come la Grecia ha deciso in libere elezioni di volersi affidare a Tsipras e Varoufakis, la Germania ha deciso di fidarsi di Merkel e Schäuble e tutti gli altri 17 paesi dell’Euro hanno deciso di affidarsi a governi che non sono d’accordo con il duo greco. Possono decidere 10 milioni di persone sull’Unione dei 515 e l’Euro-gruppo dei 350 milioni? Oggi un Grexit non spaventa piu nessuno, Draghi l’ha detto chiaro e tondo, il QE ci protegge da ogni contaggio: ed è questa la causa vera della rabbia incontenibile dei due giocatori d’azzardo.

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