LANDINI LANCIA LA COALIZIONE SOCIALE

Michele Pizzolato

DI MICHELE PIZZOLATO

Landini lancia la “Coalizione Sociale”. Nasce su due assi: lavoro e Costituzione antifascista.

Per difendere “i diritti di cittadinanza a partire da quello del lavoro il Pd ha votato per la cancellazione e dello statuto dei lavoratori e il governo Renzi, non ha mai avuto un voto per cancellare lo statuto e i diritti, questo voto non glielo ha dato nessuno“. Per difendere la struttura dei diritti e degli equilibri della Costituzione antifascista dagli attacchi da democrazia autoritaria del Nazareno.

La novità interessante è che la Coalizione Sociale non nasce come partito politico che si presenta alle elezioni, ma come luogo-coalizione di azione e proposta politica su tre livelli:

– livello di intervento politico diretto: per cambiare le leggi che “vuol dire fare proposte per costruire un consenso e se necessario fare proposte di referendum abrogativi perché quando una legge non va bene si cambia“. Obiettivo primo è quindi un’azione sociale e referendaria per recuperare i diritti del lavoro cancellati dal PD e prospetticamente, per contrastare la riforma da democrazia autoritaria della Costituzione;

– livello di proposta politica: costituire un riferimento nelle istituzioni politiche relazionandosi con partiti-movimenti e singoli parlamentari disponibil a portare avanti le istanze e le proposte della coalizione sociale;

– livello politico-sociale: un lavoro di radicamento delle parti sociali sul territorio per riaprire spazi di democrazia partecipata cancellati a sinistra dalla dittatura della maggioranza renziana.

Un progetto interessantissimo che apre, ma soprattutto sostanzia e struttura uno spazio politico di confronto e azione parlamentare per soggetti, associazioni, partiti e movimenti di provenienza diversa contro la deriva da democrazia autoritaria che sta imponendo al Paese il Patto del Nazareno prima e il PD e qualche fuoriuscito ora.

Eccellenti i nomi alla base di questa iniziativa: FIOM, Emergency, Libera, Arci, Giustizia e libertà, Articolo 21. Piuttosto povera la reazione del PD Renziano, Guerini: “Non capisco bene in che cosa consista la sua proposta però ciò che mi sembra abbastanza evidente è che si conferma che l’opposizione di questi mesi era più politica che sindacale”. Il PD può ambire forse al monopolio delle politiche di destra, non della politica.

Prossima manifestazione il 28 marzo; premesse ottime.

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