LE NOTTI DI ARCORE, ITALICHE SFUMATURE DI GRIGIO

Antonio Giampieri

DI ANTONIO GIAMPIERI

Il definitivo proscioglimento di Silvio Berlusconi dalle accuse di prostituzione minorile e concussione, nel processo Ruby, non sembra aver chiuso lo scontro frontale tra la Magistratura e l’ex presidente nel Consiglio, almeno relativamente alle vicende legate alle movimentate notti di Arcore. Anzi. Nelle ultime ore sono state compiute perquisizioni a carico di alcune delle “Olgettine”, le ragazze bisognose, alle quali Berlusconi passava un assegno di povertà mensile di 2500 euro, pari a tre volte il salario di una addetta a un call center. Lo stesso benefattore aveva scritto, a fine 2013, una letterina alle 20 indigenti, comunicando loro che si vedeva costretto a chiudere i rubinetti, perché consigliato dai suoi legali che “pur comprendendo la generosità e l’altruismo della mia iniziativa mi invitano a non continuare con il sostegno economico mensile, perché si potrebbe attribuire al mio aiuto e alla mia accettazione una finalità diversa da quella reale”. Già, ma quale era il fine reale di questi 50.000 euro mensili, versati da Berlusconi alle sue poverelle, tramite l’ormai mitico ragionier Spinelli? Al di là delle verità processuali e delle sentenze, che restano incontrovertibili, c’è qualcuno in Italia che crede realmente che l’ex Presidente del Consiglio abbia stipendiato 20 “povere, ma belle” ragazze solo perché non sarebbero potute altrimenti arrivare alla fine del mese? C’è qualcuno in Italia disposto a credere alla buona fede del “Berlusca” quando convinceva, per telefono il funzionario della Questura di Milano ad affidare “Ruby Rubacuori”, in quanto nipote di Mubarak, alla Consigliera Nicole Minetti? Se c’è, si chiama Heidi.
Al di là di tutto, spacciare Ruby per nipote dell’ex presidente egiziano, è stato il capolavoro istrionico di Berlusconi. Ha superato la “supercazzola” di “Amici Miei”.

UDIENZA PROCESSO RUBY
Peccato che stesse probabilmente compiendo un reato, ma la Cassazione non ne ha ravvisato gli estremi. Fine della storia. O fine del primo tempo. Ci sono molti dei co-protagonisti delle notti di Arcore (Fede, Lele Mora, Minetti, alcune delle Olgettine) che qualcosa da dire in più, l’avrebbero. Soprattutto perché si sono sentiti mollati da Silvio. E alla magistratura milanese, la sentenza della Cassazione non è andata giù.
Che accadrà? La ricerca della giustizia, passerà come accanimento contro Berlusconi e farà male alla Giustizia? Sarà legalmente possibile, vista la definitiva sentenza della Cassazione, riaprire una vicenda che non viene più trattata, nemmeno dai talk show più antiberlusconiani?

In attesa di altri, veri o falsi, colpi di scena, resta, a noi italiani neutrali, un fastidioso quanto vago senso di ingiustizia. Vago, perché, in fondo, la maggior parte di noi, ha almeno una volta nella vita, cercato di farsi togliere una multa, muovendo conoscenze influenti. È il nostro conflitto di interessi personale. Non saremo mai un Paese normale, se continueremo a vivacchiare nelle tante, rassicuranti, italiche, sfumature di grigio.

olgettine