A NAPOLI PAPA FRANCESCO PREFERISCE PRANZARE CON I DETENUTI DI POGGIOREALE

Antonio Giampieri

DI ANTONIO GIAMPIERI

“ La vita a Napoli non è mai stata facile, ma non è mai stata triste” . e’ stata una delle prime cose dette oggi da Papa Francesco, durante la sua visita lampo nel capoluogo campano. Può sembrare un luogo comune, quello che vuole i napoletani, poveri, un po’ mariuoli, spesso disperati, ma sempre allegri. Tutti figli di Totò o di Eduardo, che mescolavano, in modo sublime, tragedia e commedia. Può sembrare un luogo comune, ma non lo è. Abbiamo imparato che Papa Francesco non dice mai qualcosa tanto per dirla, così come non fa una visita pastorale tanto per farla. La gioia è legata alla speranza, e la speranza rende possibile il cambiamento, il riscatto, la consapevolezza che si può dire di no ai comportamenti malavitosi. Dai più piccoli, ai più grandi. Papa Francesco è insieme agli ultimi. Sempre. Non a caso ha iniziato la sua gita a Scampia, una delle frazioni di Napoli a più alto tasso di povertà e/o criminalità. Non a caso, invece di pranzare con sindaci, governatori, imprenditori, cardinali, insomma con il meglio della città, lo ha fatto all’interno del carcere di Poggioreale. Allo stesso tavolo dei detenuti, una novantina, che sarebbero stati sorteggiati, tra i circa duemila reclusi. Tra questi, Papa Francesco ha voluto anche 10 persone del reparto transessuali. Gli ultimi degli ultimi, nella gerarchia penitenziaria. Sono con voi, sembra voler dire, tacitamente Bergoglio, anche se, nella mia stessa Chiesa, non tutti la pensano come me. Poco prima, il Pontefice, aveva lanciato più di un appello ai napoletani: li ha pregati,invitati a resistere al richiamo degli affari facili, della corruzione, della malavita. “Non lasciatevi rubare la speranza”, ha detto. Non sapremo mai quanto questa visita e queste parole potranno fare breccia nelle coscienze di quelli che vivono fuori dai confini della legalità. Si può pensare, si può sperare, che questa visita, e le sue parole, non cadranno nel vuoto. Perché il suo messaggio non arriva dall’alto. La grandezza di questo Papa, è quella di essere prima che Santo Padre, padre. Ha da passà ‘a nuttata…