IL FUTURO IN NERO DI CROTONE, L’EX STALINGRADO DEL SUD

Cristiana Panebianco

DI CRISTIANA PANEBIANCO

Crotone città del non lavoro così titola l’articolo apparso su “Repubblica” il 10 luglio scorso di due anni fa. Mi sono presa la briga di controllare, di fare una verifica seria presso gli enti preposti e nulla è cambiato.
Articolo, purtroppo, estremamente vero nella disamina delle condizioni economiche, professionali, sociali ed ambientali del nostro territorio.
Città scassata, Crotone, così viene definita la ex – Stalingrado del Sud, un giovane su due non ha un lavoro e si cerca di fuggire.
Ma anche fuggire, oggi, è diventato difficile.
“E’ una città condannata a morte dalla spending review in un territorio di decomposizione economica e sociale per tantissime altre ragioni: Crotone è la città dei record negativi, è in fondo alla classifica per qualità della vita, ha uno dei redditi pro capite più bassi della penisola, ha il 53,8% dei giovani tra i quindici e i ventiquattro anni senza lavoro”.
L’inviato di Repubblica trascorre qualche ora in Cgil e riporta le storie di Giusy e Nunzio, ragazzi ventenni, lavori precari e le pensioni dei genitori e nonni a far da ammortizzatori sociali.
Oggi, se possibile, è ancora peggio.
Prosegue: “qui c’era la classe operaia. La zona industriale ora è un cimitero di carcasse, di sagome scomposte dei vecchi capannoni di Enichem, Montedison e Pertusola Sud che con le sue scorie di zinco, cadmio e nichel ha avvelenato la città, innalzato in modo impressionate i morti di tumore (più del 10% per cento) anche tra i più giovani perche quei residui sono finiti nei pavimenti delle scuole.”
Eppure Crotone vanta il 20 per cento in più, rispetto a Torino, di immatricolazioni di auto di grossa cilindrata.
Magari per il nero che imperversa tra i giovani che vanno a comprare i vestiti a Napoli con marchi contraffatti e li rivendono nelle case private o in negozi fantasma, sarà per tutti gli interessi nascosti su quella bomba ecologica che si chiama, anche, discarica e sulla quale tutti i cittadini crotonesi sediamo oppure, ancora, per il business “assicurativo” che ci ha regalato la palma di città meno affidabile della penisola quanto alla circolazione di automobili e alla loro relativa assicurazione con sinistri falsi e relativi protagonisti collusi.
Sarà che Crotone può vantare la Misericordie Srl che è l’impresa sociale che gestisce il Cara di Crotone e possiede quote dell’areoporto Sant’Anna e della polisportiva di Isola Capo Rizzuto. Ora, grazie a un appalto, entra anche nel centro di accoglienza di Lampedusa grazie ai rispettivi corettore spirituale e direttore don Edoardo Scordio e Francesco Tipaldi. Un centro di accoglienza che fra una rissa e una protesta non è mai vuoto. C’è sempre una imbarcazione di disperati in agguato appena il numero degli occupanti scende.


Ovunque scavi, a Crotone, puoi trovare sostanze interrate illegali o al limite della legalità: ci dice l’ingegnere chimico Vincenzo Voce che in questi giorni – proprio durante uno scavo nel quartiere “Gesù” – ha potuto constatare la presenza di scorie dell’ex forno fosforo (eredità dell’ex stabilimento Montedison, operativo per circa 70 anni a Crotone, produceva zinco attraverso il processo di trattamento termico delle blende, minerali costituiti quasi totalmente da solfuro di zinco. A tale produzione si accompagnava quella di acido solforico e di cadmio, germanio, indio, solfato di piombo, malte argentifere e scorie metallurgiche. I residui solidi ottenuti dalla lisciviazione del calcinato (ferriti di zinco) subivano un trattamento ad alta temperatura all’interno di un forno, appunto il forno fosforo, detto cubilot, che è stato utilizzato dal 1972 al 1993, ottenendo recupero di metalli pregiati contenuti nelle ferriti e un sottoprodotto che consisteva in una scoria vetrosa inerte di colore nerastro) interrate con uno “strato di circa 50 cm.” “Negli anni 60-70’ era consuetudine utilizzarle come sottofondo stradale, ma oggi sono regolari? L’odore è terribile e fortissimo, sarebbe opportuno verificare che non ci siano anche tipologie pericolose” prosegue Voce che annuncia comunque un esposto in Procura.
Di oggi, tra l’altro, la notizia dell’attentato incendiario e nottetempo ai danni di Elisabetta Dominijanni, dirigente del Comune di Crotone e giù a sfinimento le ovvie attestazioni di stima. E basta poi.
In periodo pre – elettorale qualche politico approda a Crotone. Qualche esponente di associazioni locali, specie se di riferimento nazionale, per sentirsi figo e importante invita qualche personaggio grosso per poter poi dire: “ce l’ho fatta.” Di fatto, che ha fatto?
Dopo non si vede più nessuno.
Chissà perchè tutto questo.
Sarà per questo e per tanto altro.
Sarà perchè tanta gente va via e quella che resta è troppo poca o troppo sola.