PRIMARIE DEL PD AD AGRIGENTO. VINCE SILVIO ALESSI, GIÀ FRAINTESO?

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DI FRANCESCA CAPRAROTTA

La mafia non esiste. Questa frase è divenuta luogo comune, o forse modo per fare retorica, o ‘per farsi belli’. Ma, di bello c’è poco. La mafia esiste, è quasi in ogni regione d’Italia, anche se non si può negare, che la Sicilia è una o probabilmente la regione più macchiata di sangue e criminalità.

Eppure, dopo la vittoria delle primarie, come candidato sindaco ad Agrigento – a centro delle cronache per “comportamenti anomali” all’interno del consiglio comunale, e non per le sue tante bellezze – Silvio Alessi, espressione di Forza Italia, nella coalizione Pd-Fi, finisce nell’occhio del ciclone.

«La mafia? Non ne so parlare, non penso sia presente qui. Ad Agrigento ci sono disagio sociale e microcriminalità, questo sì» – avrebbe detto Alessi che poi sembra abbia fatto un passo indietro parlando di  fraintendimento.

La “mala” interpretazione nascerebbe dalla semplice constatazione che, “non si vede microcriminalità in giro per Agrigento come invece accade in tante altre città siciliane e italiane” – avrebbe sempre detto Silvio Alessi .  Fraintendimento o no, non ci vuole molto per parlare di Agrigento, come una delle città più legate a Cosa Nostra.

Agli onori della cronaca, ben 9 capi mandamento e arresti negli ultimi anni, poiché considerata terra di interesse del super boss latitante Matteo Messina Denaro.

Alessi resterà candidato nella coalizione col Partito democratico?

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