PD RENZIANO, BERLUSCONISMO PIÙ EFFICACE

Michele Pizzolato

DI MICHELE PIZZOLATO

Licenziamenti facili, precarizzazione a tempo indeterminato, tagli allo stato sociale per ridurre le tasse, depenalizzazione pro evasori ed elusori, accorciamenti limiti accertamento fiscale, stravolgimento della costituzione antifascista da democrazia autoritaria, 80% di parlamentari nominati, premio di maggioranza fino a oltre il 30%, Senato e Province sottratti ai cittadini, scuole con presidi padroni di assumere e licenziare, riforme della giustizia ridotte a ferie giudici e responsabilità civile, attacchi quotidiani al sindacato: quello Renzi è un governo di destra liberista, al di là di ogni ragionevole dubbio. È logico, quindi, che molti elettori di destra (Scelta Civica e Forza Italia) entrino nel PD, visto che è la ditta che ha realizzato il loro programma molto meglio di Berlusconi. È logico che Renzi venga applaudito alle assemblee confindustriali e fischiato dai lavoratori.

Meno logico è che ci siano tantissimi elettori di centrosinistra che non vogliono rendersi conto che Renzi sta facendo approvare tutte le leggi berlusconiane contro cui loro stessi hanno manifestato, due per tutte: lo stravolgimento della Costituzione antifascista e l’Art.18.

Votare PD e FI è diventato la stessa identica cosa, programmaticamente e infatti Zanda (PD) e Verdini (FI) votano allo stesso modo nel 99,4% delle votazioni cui partecipano. Per il PD renziano oramai si deve parlare di Berlusconismo efficace.