QUESTO GOVERNO FA IL GIOCHINO DELLE TRE CARTE

Cristina Giuffrida

DI CRISTINA GIUFFRIDA

Non capisco e non mi adeguo.
Il governo è contrario al reddito minimo garantito.
Lo ribadisce Poletti, colui che sabato scorso ha marciato insieme a Libera contro la mafia e per il reddito minimo “di dignità”, uno dei temi che domani, sabato 28 marzo, anche Landini tratterà in quanto sostenitore di questa battaglia al momento “persa”; diciamo la verità.
Una verità che Poletti annuncia tra i denti: “non ci sono risorse”.
E chi l’avrebbe mai detto?!
Si possono spendere dieci miliardi per gli 80 euro, senza curarsi del fatto che quasi la metà vadano a famiglie che stanno bene economicamente, ma spendere una cifra analoga per chi non ha reddito e fa il duro lavoro di cercare un lavoro è impensabile!
Mi spiace che non siamo a ridosso di elezioni importanti perchè credo che altre caramelle sarebbero state gettate dal carro in corsa.
Il caritatevole Poletti, insegnante di vita per i nostri ragazzi tacitamente presi per “fannulloni”, promette però che entro giu­gno si pre­di­spor­rà un piano ope­ra­tivo per “l’inclusione sociale”, cioè un sus­si­dio con­tro le povertà sul modello fal­li­men­tare della “social card”.
Eppure l’Europa “ce lo chiede” dal ’92 di pensare ai poveri!
Solo il nostro paese, insieme alla Grecia, non si è adeguato alla raccomandazione di Bruxelles sul sostegno pubblico ai disoccupati.
Ma Poletti è abile e svia l’argomento tornando sui 79 mila contratti a tempo indeterminato.
No, errato! Non sono contratti a tempo indeterminato, ammesso che sia vero questo boom di contratti improvvisi dal 7 marzo ad oggi.
Sono “contratti a tutele crescenti” perchè fossero stati a tempo indeterminato, non poteva succedere che ti licenziassero in qualsiasi momento con una stretta di mano e 24 mensilità.
Diversi gior­na­li­sti pre­senti alla conferenza stampa dedita al “grande annuncio” hanno chie­sto a Poletti se i 79 mila nuovi con­tratti fos­sero nuove forme con­trat­tuali o sono vec­chi con­tratti tra­sfor­mati.
Poletti ha rispo­sto di «non sapere rispon­dere in det­ta­glio».
Credo che lo capirebbe anche un bambino che questo boom di contratti potrebbe provenire dagli sgravi con­tri­bu­tivi stan­ziati dalla legge di stabi­lità. C’è tut­ta­via da con­si­de­rare i dati sul lavoro pre­ca­rio.
A feb­braio su 558.802 atti­va­zioni com­ples­sive, ben 420.760 erano precarie.
Ma di questo non se ne parla, anzi, Renzi aziona il “generatore automatico di castronerie” e sostiene che questo è “solo l’inizio”. Ci hanno detto di tutto in que­sti mesi, ci hanno accu­sato di voler ren­dere la nostra gene­ra­zione per sem­pre pre­ca­ria.

È vero esat­ta­mente il con­tra­rio: stiamo dando diritti a chi non ne ha mai avuti.
Si scrive “diritti” ma si legge “tutele crescenti” ossia, aumento del precariato ossia, abbiamo detto bene!
Tra l’altro l’articolo 18 era stato abolito perchè “sarebbero arrivate aziende dall’estero ad investire”.
E dove sono, allora, questa aziende straniere che avrebbero detto “non investiamo in Italia perchè c’è l’orco cattivo dell’articolo 18 che ci fa paura”?
Non le vedo, ma vedo che Confindustria ha vinto la sua bella e ventennale battaglia contro i diritti e la stabilità di un lavoratore.
Lo dica chiaramente che l’ha fatto perchè “l’ha chiesto Marchionne” (dichiaratamente soddisfatto dell’operato di Renzi) e ci togliamo il pensiero!
Tutto verte sempre nella stessa direzione per questo governo come per altri.
Affossare l’avidità di recuperare denaro dove non c’è!
Allora leggo che: “Pensioni: -9,7 mld in 4 anni, 1.800 euro a testa”
Prendere i soldi dove non ci sono per chinare ancor di più la classe più debole del nostro Paese.
Ai pensionati, infatti, gli 80 euro non sono mica stati donanti!
Non ci sono fondi, coperte corte, menzogne e pinzillacchere, ma di dimezzare stipendi, lussi, privilegi, aerei di Stato, elicotteri e rimborsi di tutto il cucuzzaro che ruota dentro e fuori i palazzi e palazzetti del potere, non se ne parla.
Domani, sabato, una delle prime risposte alle mie personali domande, mi auguro di trovarla.
La domanda in questione è: “ma siamo davvero così creduloni e masochisti o abbiamo capito il giochino delle tre carte?”
Domani, spero, lo capirò.

gioco 3 carte