TURCHIA, MANIPOLAZIONE DA INCUBO

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DI FRANCESCO ERSPAMER

“Istanbul, incubo brigatista”, intitola a pieno schermo il Corriere della Sera online. Incubo? Una bomba in un bazar ha fatto strage di turisti italiani? Decine di occidentali sono in mano a fanatici che minacciano di decapitarli? Macchè: in un regime che reprime brutalmente l’opposizione, un gruppo di militanti ha catturato un magistrato chiedendo che venga fatta giustizia sull’assassinio di un ragazzo da parte della polizia durante una manifestazione.
Questo sarebbe un incubo? Per chi? Non credo per i turchi che sperimentano quotidianamente la violenza e la corruzione del governo di Erdogan. Quanto agli italiani, è ridicolo pensare che debbano perdere un minuto di sonno per un fatto del genere, quale che sia la loro ideologia.
A me personalmente pare un sogno: finalmente qualcuno che comincia a opporsi ai soprusi, e non in modo terroristico (facile e banale) ma politico – anche se non il tipo di politica (sistematica disinformazione mediatica, lobbismo, repressione poliziesca, brogli elettorali e leggi truffa, in sostanza dominio assoluto del denaro) che il liberismo autorizza. Ma lasciamo da parte la mia simpatia per chi non si piega ai tiranni e ai sopraffattori, chi per difendere la democrazia e impedire catastrofi è disposto a rinunciare alla comoda inerzia del buonismo. Quello che sta accadendo semplicemente non ci riguarda. È un evento qualsiasi, come ne accadono decine ogni giorno da qualche parte nel mondo. Se ne può dare notizia, per chi si interessi di relazioni internazionali: ma in un trafiletto. E comunque “incubo” è una parola assolutamente inadatta, esagerata. Un’iperbole, il cui effetto è svuotare il linguaggio, diminuire l’efficacia delle emozioni.

Peggio: è un’intenzionale manipolazione. Perché l’unica ragione per cui il Corriere si è occupato di questo minimo fatto è che al regime renziano interessa fra passare inosservati i pessimi dati sull’occupazione. Pochi giorni fa Renzi ha twittato trionfalmente: “Che bella l’Italia che riparte”, vantando una crescita del 38%. Balle, come puntualmente oggi le statistiche reali dimostrano. Ma la menzogna del premier ha occupato le prime pagine dei giornali, le uniche a cui la stragrande maggioranza degli italiani dia un’occhiata. La smentita dell’Istat non può avere la stessa rilevanza: c’è l’incubo turco a monopolizzare l’attenzione.