AGRIGENTO. ZAMBUTO SI DIMETTE DA PRESIDENTE DEL PD SICILIANO.È BUFERA

Daniela Spalanca

DI DANIELA SPALANCA

Non c’è pace per il Pd siciliano. Prima le recenti  polemiche legate alle primarie del partito per scegliere il candidato per la corsa alle imminenti amministrative e l’elezione di Silvio Alessi, non certo un “uomo di sinistra” e anzi sponsorizzato dal deputato azzurro Riccardo Gallo. Ora le dimissioni da presidente del Pd siciliano di Marco Zambuto, ex sindaco della Città dei Templi che ha in comune con Alessi proprio Gallo. Ma andiamo con ordine.

A febbraio Zambuto ha accompagnato Riccardo Gallo  a casa di Silvio  Berlusconi e, voci di corridoio sempre più pressanti, avevano finito con l’avvalorare l’ipotesi, che poi si è tra l’altro concretizzata, che il “patto  Pd-Fi” di stampo siciliano fosse scaturito dall’incontro. Da qui le ire di Guerini, Faraone, Raciti che gli avrebbero chiesto già allora un passo indietro, passo che  Zambuto ha fatto adesso.

Una decisione che ha scatenato una nuova bufera per quella “riservatissima” riunione che agli esponenti del Pd non è andata giù considerato che proprio Zambuto era stato accolto a braccia aperte dal partito. E intanto Marco Zambuto si è giustificato dicendo: «Sono andato a Palazzo Grazioli per una questione umana. RiccardoGallo  era in difficoltà perché alcuni media avevano rilanciato le dichiarazioni di un pentito secondo il quale il deputato nel 1988 avrebbe concorso a un omicidio di mafia. Mi ha chiesto lui, insomma, di testimoniare davanti a Berlusconi sulla sua onestà e  lo ha chiesto a me proprio perché, da avversario, potevo risultare credibile.»

Insomma Zambuto si sarebbe immolato per un nobile gesto al quale però nessuno ha creduto tanto da indurlo alle dimissioni mentre giunge il vento gelido delle dichiarazioni del segretario del Pd siciliano, Fausto Raciti che ha detto: «Zambuto ha l’obbligo di spiegare, e meglio, le ragioni di un incontro poco opportuno. Anche questa vicenda conferma che abbiamo fatto bene ad annullare le primarie.»

E Raciti non è stato l’unico ad esternare il proprio disappunto per la vicenda. Al suo seguito anche il sottosegretario Davide Faraone, l’uomo di Renzi in Sicilia e il presidente della Regione Rosario Crocetta che ha aggiunto: «Sono veramente costernato del fatto che Zambuto dica che sia andato a Palazzo Grazioli per garantire dell’onestà di un parlamentare rispetto ad un possibile coinvolgimento di quest’lultimo nel concorso per un omicidio. Ma cosa c’entra questa cosa che dice? Queste affermazioni mi hanno lasciato sconvolto. L’ascesa di Zambuto a presidente del partito penso sia stata troppo accelerata: è passato da esponente di Forza Italia, poi del centro e poi presidente del Pd siciliano. Ci sta che le persone cambino, ma ci sta poco che chiunque viene occupa posizioni apicali.»

L’ex sindaco di Agrigento non ci sta e dal canto suo ha fatto sapere tramite l’ANSA di essere “sdegnato delle accuse che sono state fatte a suo carico dicendo: «Respingo con sdegno il barbaro tentativo di coinvolgermi politicamente in un episodio di solidarietà umana nei confronti di un vecchio amico con il quale oggi i percorsi politici sono totalmente diversificati e assolutamente distanti.»

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Riccardo Gallo con Silvio Berlusconi