BREBEMI: LO SCANDALO CORRE SULL’AUTOSTRADA

Antonio Giampieri

DI ANTONIO GIAMPIERI

L’unico problema che non hanno è quello delle code ai caselli. Sull’autostrada A35, meglio nota come BreBeMi, perché collega Brescia a Milano, via Bergamo, non viaggia quasi nessuno. 14 mila veicoli giornalieri, a fronte dei 60mila auspicati. Un investimento di oltre 2 miliardi di euro, stanziati da privati, che ha portato ad un buco di oltre 35 milioni nel 2014. Regione Lombardia e governo, avrebbero promesso di intervenire, stanziando, in tutto, circa 90 milioni. Ma il condizionale è d’obbligo, visto i tempi che corrono. Ma perché sulla BreBeMi non viaggia nessuno, mentre sulla parallela A4, tra Brescia a Milano, si formano spesso file , proprio a causa dell’elevato numero di autovetture e mezzi pesanti? La risposta è tutta in un cartello comparativo che era stato affisso dalla concorrenza , “Autostrade per l’Italia”, nei pressi dei caselli, in cui si mostrava chiaramente come viaggiare sul’A35, da Brescia ovest a Milano est costasse praticamente il doppio rispetto allo stesso tragitto, percorribile sull’A4, peraltro di qualche chilometro più breve. Non solo: sulla BreBeMi, non sono state ancora aperte stazioni di servizio, né tantomeno punti di ristoro. Dovrebbero però essere inaugurate, a giorni, delle aree di sosta con servizi igienici e distributori di caffè. E’ anche stata tentata una politica di sconti, per invogliare i pendolari a scegliere il nuovo tragitto, ma per ora senza risultati. Chi sono allora i 14mila intrepidi che scelgono di pagare di più, viaggiando sull’A35? Probabilmente quelli che usufruiscono dei caselli intermedi, che sono diversi da quelli dell’A4 il cui tracciato unisce punti più a nord di qualche chilometro. Oppure, come scrive uno sconsiderato utente, su un apposito forum, per andare a 220km all’ora, visto che l’autostrada è deserta e che non ci sarebbero autovelox o tutor. Ovviamente sconsigliamo a tutti di seguire il suo esempio. Fossimo i responsabili dell’A35, abbatteremmo i prezzi del pedaggio, portandolo esattamente al livello della concorrenza. Tre macchine che viaggiano a metà prezzo, fanno incassare più di una che paga l’intero pedaggio. Catalano docet.

L’AUTOSTRADA FANTASMA