L’EUROPA È SEMPRE PIÙ POVERA, LA GENTE MANGIA MENO E PEGGIO

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DI MONICA TRIGLIA

Non è solo un problema dei Paesi del Terzo mondo. In Europa la crisi fa sì che si mangi sempre meno carne, pesce, frutta, verdura. E le conseguenze per la salute sono disastrose.

Per questo il Movimento Enough lancia una campagna speciale.

In Europa la crisi picchia duro. Oltre 20 milioni di famiglie (il 10 per cento circa della popolazione) dichiara di poter contare su un pasto di qualità solo un giorno sì e uno no. E il 68 per cento ha diminuito l’apporto di proteine: si mangia meno carne di vitello, di manzo e di maiale. Si mangia meno pesce. E dagli esperti arriva l’allarme: l’impatto sulla salute e i conseguenti costi sanitari potrebbero essere disastrosi.

Oggi sono andata alla presentazione di una importante indagine condotta da Swg  per il  Movimento Enought di Elanco.

Tema: malnutrizione e povertà, l’accesso al cibo nei Paesi europei.

Che la crisi economica colpisca le famiglie lo so da tempo. Che abbia modificato le abitudini alimentari anche: due settimane fa Coldiretti ha denunciato che gli italiani hanno detto addio ad alcuni prodotti base della dieta mediterranea, dall’olio di oliva al vino, dalla frutta e dalla verdura alla pasta, al pane, il cui consumo è sceso al minimo storico di 90 grammi pro capite al giorno.

Ma la ricerca di cui ho ascoltato i risultati ha rivelato che il fenomeno va oltre le aspettative.

Leggete questi dati.

Un cittadino europeo su 4 (stime Eurostat) vive a ridosso della soglia di povertà: parliamo di 83 milioni di persone. Le cause sono analoghe. La disoccupazione in Italia e in Spagna, per esempio. I redditi molto bassi anche tra chi lavora, in Polonia. La situazione è critica non solo in Paesi disagiati come la Bulgaria e la Romania ma, dal 2007, è peggiorata anche in quelli più ricchi come Gran Bretagna e Germania.

Un terzo degli europei pensa che in futuro dovrà diminuire i propri consumi di formaggio, carne, pesce, latte e uova.

Mentre il numero delle banche alimentari, quelle cioè che distribuiscono cibo gratuitamente, continua a crescere. Un dato per tutti: in Spagna, negli ultimi 4 anni, le persone che vi fanno ricorso sono raddoppiate e oggi sono più di un milione e mezzo.

Già, ora la maggioranza di chi vive in Europa è consapevole di non avere una dieta equilibrata perché deve rinunciare a troppi alimenti, «E certo non per scelta o preferenze individuali» ha detto Maurizio Pessato, presidente della Swg. «Le criticità maggiori si osservano in Italia e in Francia, tra le più colpite dalla crisi »

Chi mangia male, sta male di salute.

Malnutrizione significa spesso obesità, perché chi ha pochi soldi aumenta il consumo di “cibo spazzatura”. In Europa, dagli anni ‘80, il numero degli obesi è triplicato e i bambini troppo grassi sono uno su tre.

Ogni anno quasi tre milioni di europei muoiono a causa di malattie legate al sovrappeso. Mentre stanno aumentando mali cronici come il diabete, l’ipetertensione e le cardiopatie.

Le soluzioni? Ridurre gli sprechi ma anche investire nella ricerca e nella tecnologia, per poter produrre quantità maggiori di cibo a minor prezzo.

C’è un movimento che si chiama Enough (Abbastanza) che si batte contro la fame nel mondo e per difendere l’accesso al cibo e la sicurezza alimentare non solo nei Paesi in via di sviluppo ma anche in Europa. Nasce per volontà di Elanco, azienda leader nello sviluppo di prodotti e servizi per la salute e il benessere degli animali.

Il suo scopo è diffondere informazioni, promuovere collaborazioni, creare dialogo, sollecitare interventi affinché si trovi una soluzione a un’emergenza che non è più solo dei Paesi poveri ma anche dell’Occidente.

Le condizioni per farlo ci sono: l’indagine Swg ha confermato che più di due terzi della popolazione dei Paesi europei presi in esame è convinta che ciascuno di noi debba essere parte attiva nella lotta per l’accesso al cibo.

A rappresentare Enough, nell’incontro a cui ho partecipato oggi, c’era Ramiro Cabral. «Ogni persona in ogni angolo del mondo deve avere un’alimentazione adeguata, sana, ricca di proteine» ha detto. «Ora e negli anni a venire. Nel 2050 sulla Terra saremo in 9 miliardi. La mobilitazione di Enough vuole rendere accessibile a tutti la produzione di latte, carne, uova. E vuole farlo con lo sviluppo e l’innovazione della produzione agroalimentare».

La ricetta non è una formula magica. «È aumentare la produzione di cibo e in particolare di proteine, le più carenti tra chi non ha mezzi economici, riducendo le risorse impiegate».

Che non è una sfida da poco. Ma è su questa sfida che si gioca una delle più importanti partite della nostra storia.

A fat kid eats a dessert