MATTARELLA: UNA FIRMA SULLA FIDUCIA

Cinzia Niccolai

DI CINZIA NICCOLAI

Oltre a non essersi espresso sul metodo con cui è stato approvato, ora sappiamo che Mattarella non si è espresso nemmeno sul merito dell’Italicum e ha firmato la legge senza fiatare. Ma non faceva parte di quella Consulta che aveva bocciato il porcellum dichiarandolo incostituzionale con la sentenza 1/2014? A leggere le anticipazioni di Wanda Marra sul Fatto Quotidiano di oggi si trasecola… Pare che il presidente avesse chiarito di non voler entrare in una materia del parlamento. Se questa fosse la motivazione sarebbe una beffa oltre che una grandissima presa per i fondelli. E’ verissimo che la legge elettorale dovrebbe essere di competenza del parlamento ma questa legge, nello specifico, non lo è stata. E’ una legge che è stata forgiata dal governo e imposta a forza al parlamento con la fiducia. Proprio per questo il presidente della Repubblica aveva il dovere di entrare nel merito oltre che censurare il metodo. Inoltre il suo vaglio di costituzionalità sulle leggi è dovuto oppure anche lui firma sulla fiducia? Che grandissima delusione…ancora una volta siamo senza argini: sono stati annullati i contrappesi e piano piano anche la Consulta e il CSM saranno occupati da membri scelti dal capo del governo, come il presidente della Repubblica