FACCIO IL TIFO PER LA “BIMBA NERA PISANA”

Marco Sisi

DI MARCO SISI

Capita che del bimbo nero che ha dato una manata alla bimba bianca (e della bufala della catenina col crocifisso) parlino giornali, tv e siti web e capita anche che nel frattempo a Pisa una bimba nera si ritrovi libri e quaderni strappati oltre a minacce da parte di bimbi bianchi che non sopportano che lei, nera, a scuola sia più brava di loro, e se ne parli assai meno, chissà perché. Capita anche che a Pisa Matteo Salvini abbia ricevuto applausi invece di uova e ortaggi (anche se, come più volte ho detto, avrei preferito per lui un bel silenzio assordante). Ora potrei liquidare tutto con la classica battuta “Pisa merda” e accomunare nel disprezzo i bulli razzisti e i tifosi del collezionista di felpe, ma non ci riesco. Perché a Pisa ci sono moltissime brave persone, perché Pisa in questi ultimi anni è stata amministrata meglio rispetto alla mia Livorno, per esempio. Fatevi sentire, voi che razzisti e bulli non siete.
Precisazione numero 1: scrivo “bimba” e non “ragazza” perché da noi usa così, anche i miei figli sono “i miei bimbi” pur avendo circa il doppio degli anni di quella che ho chiamato “bimba nera”.
Precisazione numero 2: razzisti e bulli sono figli della stessa imbecillità. Quando andavo a scuola, alle medie, per qualcuno era insopportabile che uno che aveva fatto “la primina”, e quindi aveva un anno di meno, fosse il primo della classe. Quello che aveva fatto “la primina” ero io, e ai bulli impuniti della mia classe devo lunghissimi anni di disaffezione allo studio e lesioni permanenti. Ecco perché faccio il tifo per questa bimba nera pisana. La mia speranza di un mondo migliore passa anche attraverso la sua affermazione professionale e umana.